una persona familiare

Campionature di fragilità  (La vita felice, 2015)

Lo scriviamo ad occhi aperti … ora che il foglio diventa focolaio.

Lo scrive ad occhi aperti, Melania Panico,  il peso da dare alle cose.

E la forza  che muove le campionature di questa autrice è  tutta umana, fragile, concreta.

Melania si rende preda e custode di lei, della forza,  prestandosi al tempo – che non sa chiamare amico – per comporre le cose,  ricostituirle, dando loro una dignità frastagliata e rocciosa, in quella  che non è una semplice opera prima ma un primo giro di ricognizione.

 

“Dovrebbe essere tutto dritto, grato

le pietanze sul tavolo del tinello

le conversazioni a luce soffusa,

si bada a tutto, e niente resta.”

 

Così dovrebbe essere, e così nel quotidiano si manifesta la nostalgia, il dolore dolce  di un sentimento che invece di riempire svuota, in attesa  di una rinascita.

Non qui / né altrove, ma  in quel crocevia  di energie interne all’anima che fanno della fragilità una regina triste e di Melania una persona familiare ad ognuno.

 

Mentre le parole acquistano un peso specifico, nella consistenza carnale che l’autrice  dona alle cose risiede un’integrità rara, così la fragilità  non va confusa con debolezza, e le parole impiegate non sono soltanto suggestioni, ma  piuttosto  creano un nucleo, una cassa armonica per far risuonare ed aumentare le abrasioni e le incongruenze dell’uomo e del mondo, l’integrità propria della rinascita del primo nel secondo.

 

Questo è soltanto uno dei motivi  per il quale avvicinarsi alle Campionature di fragilità, per non restare ai margini delle possibilità ma, rischiando un’ arrampicata tremenda, assecondare l’umana necessità di ritrovare casa, sciogliendo i grumi di incomprensione, non vergognandosi della ferita gravida che fa della vita un’offerta.

 

OFFERTA

La vedo oscillare nel vento maldestro

non trova braccia forti

su cui poggiare

tentenna davanti al regredire

di un destino deviato

dimentica  di riconoscere a se stessa

il premio dell’ascolto

(perdere smalto è un momento).

Cerca finestre da cui guardare

grida da trarre in salvo

sulla sponda di un interno esausto

appunti di viaggio da agguantare

transumanze a piede stretto.

All’improvviso la sospensione

è il mare

respiro affannato

è agitare il costo degli eventi

precipitare dal quadro tecnico

delle fermezze.

 

*

 

Si sciolgono grumi di incomprensione

le campionature di fragilità

hanno seguito la ferita gravida

si prestano al pensiero feroce

alla visione campale

lo strascico delle cose rapprese

è predisposizione alla cura

ricerca dell’ala guerriera.

il peso da dare alle cose

lo scriviamo ad occhi aperti.

 

Alessia Iuliano

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