Un ricordo per Ubaldo Giacomucci – Edizioni Tracce

di Fabio Barone

Il 16 marzo 2021, all’età di 59 anni, è morto Ubaldo Giacomucci. In vita direttore editoriale della casa Edizioni Tracce di Pescara, nonché autore di alcuni libri di poesie e antologie poetiche. Come spesso accade quando la notizia non interessa amici, parenti o anche solo conoscenti, questa attraversa l’animo senza sedimentarsi nella coscienza, diventare pensiero, immagine entro cui tradurre emotivamente la realtà e le sue verità. Quando accade è perché, spesso, l’emozione del nuovo si affaccia sugli schermi, sui giornali, sui canali dove avidamente si fiuta il fascino ambiguo della novità. Edmund Burke lo aveva detto molto bene: «[…] quelle cose che ci attirano soltanto per la novità non possono dominarci per molto tempo, la curiosità è la più superficiale di tutte le affezioni, e muta continuamente oggetto; la sua avidità è molto viva, ma assai facilmente soddisfatta, e presenta sempre un aspetto di vertigine, di irrequietezza, di ansietà».

Non siamo neanche qui a erigere un monumento in onore di Ubaldo, piuttosto a concedergli uno spazio, una stanza bianca e ariosa dove il suo nome può meglio affiancarsi al suo percorso di vita, quantomeno a un breve riassunto — un’immagine, di nuovo — contenuto nelle parole e nel ricordo di una storica amica, Nicoletta Di Gregorio, ex presidentessa di Edizioni Tracce.

Mi sento al telefono con lei, ascolto in silenzio, interrompendola solo per alcune precisazioni e brevi commenti: «Ho conosciuto Ubaldo intorno agli anni ‘80 — dice Nicoletta —, scrivevo poesie ma non avevo ancora avuto modo di confrontarmi con altri scrittori. Mio marito a quel tempo mi disse “è necessario che tu conosca altri poeti”, così in una libreria di Pescara, la quale vendeva volumi per l’università, andai un giorno e conobbi Ubaldo Giacomucci. Lì Ubaldo aveva fondato un gruppo di giovani poeti abruzzesi, una piccola associazione culturale dal nome Alfred Jarry orientata alla cultura poetica di ricerca: organizzavano eventi culturali invitando alcuni fra i maggiori poeti italiani. La particolarità di questo gruppo era il voler focalizzare l’attenzione e gli inviti non solo a chi scrivesse poesia in modo tradizionale, ma anche poesia sonora o verbo-visiva. Avevano una visione orizzontale del concetto di poesia. Gli eventi erano organizzati insieme all’università Gabriele d’Annunzio di Pescara.
Intorno al 1981 viene fondata la rivista Tracce, a capo vi era Domenico Cara e Ubaldo la dirigeva, questa aveva l’orientamento dello stesso gruppo dei poeti. Quasi fosse una metamorfosi naturale, dalla rivista nacque la casa editrice, un po’ per caso ma soprattutto per volontà, passione e forte interesse. All’inizio la casa si era posta l’obiettivo di pubblicare solo poesia, ma col tempo abbiamo cominciato a editare romanzi, racconti, saggi, e mano a mano che procedeva sono nate diverse collane, alcune universitarie per non parlare di vere e proprie riviste universitarie (Merope, RSV – Rivista di Studi Vittoriani).
Abbiamo cominciato a pubblicare alcuni fra i maggiori poeti italiani, da questi incontri è sorta l’amicizia, culturale e non, con lo scrittore Davide Rondoni; abbiamo organizzato premi che sono poi rimasti per vent’anni quale il “Premio Nuove Scrittrici” nato intorno agli anni ’90, che dieci anni dopo si è trasformato in “Scrivere Donna”. In giuria abbiamo avuto Maria Luisa Spaziani (autrice per ET) e Márcia Theóphilo per la poesia, Milena Milani per la narrativa. Abbiamo dato anche dei premi particolari: ogni anno omaggiavamo una figura femminile nel campo del cinema o della letteratura italiana: Amelia Rosselli, Edith Bruck, o l’attrice Lina Sastri. Vi era poi una sezione dedicata alle giovani scrittrici, alle scuole. La particolarità di questo premio stava nel sottolineare che la cultura non ha confini o limiti prestabiliti, per questo le premiazioni le svolgevamo in ogni provincia abruzzese: a Pescara la narrativa, a Teramo il personaggio speciale, a L’Aquila la poesia, a Chieti le giovani scrittrici che ottenevano così una pubblicazione con noi.
Un altro grande premio che abbiamo fondato è il “Premio Sant’Egidio” per la poesia spirituale, uno dei primi a quel tempo che nelle sue prime manifestazioni fu vinto da Davide Rondoni. La premiazione si svolgeva d’estate, solitamente il primo settembre, giorno di festa in onore di Sant’Egidio, dentro la chiesa di Madonna Delle Grazie (Civitaquana, nda) o davanti al sagrato della stessa, in base alle condizioni metereologiche.
Intorno alla seconda metà degli anni ’80 organizzammo una grande mostra dedicata a Gabriele d’Annunzio, allestita negli spazi nella neonata struttura universitaria di Pescara. Per quell’evento esposero grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale, da Ettore Paladini a Ettore Spalletti e molti altri. Da quell’evento nacque un’antologia edita da Fabbri e Tracce. Per non dimenticare l’antologia “Pagine d’arte e poesia” (Tracce), per la quale Mario Schifano realizzò una copertina appositamente per noi, lì vi erano antologizzati diversi artisti figurativi a fianco dei maggiori poeti italiani.
Subito dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, noi di Edizioni Tracce abbiamo invitato i poeti di ogni età a scrivere versi per la città, organizzato letture dentro i tendoni che accoglievano i cittadini. Con noi c’era anche il poeta Plinio Perilli. Dopo queste prime manifestazioni di solidarietà, abbiamo pensato di selezionare le migliori poesie caricate sul nostro blog che sono poi state antologizzate dentro il libro “La parola che ricostruisce” (ET), questo avvenne poco dopo l’accaduto. Il libro è poi stato edito anche da Bertoni Editore, a cura di Anna Maria Giancarli. Quel che vorrei sottolineare di questa breve storia — conclude la Di Gregorio —, è che Ubaldo è sempre stato in prima linea. Per quanto mi riguarda lo considero uno dei maggiori conoscitori della poesia italiana del ‘900, dalle avanguardie ad oggi, un intellettuale, amante della filosofia, ed uno tra i maggiori poeti abruzzesi. Ubaldo con Edizioni Tracce ha dato spazio ad importanti poeti da tutta Italia, era una persona buona, schiva, generosa».

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