Su “Un dio giallo” di Alessia Bronico

di Alessandra Corbetta

Lontana da un pietosismo spesso femminile nel descrivere le dinamiche amorose; distante da un lirismo omologato e omologante; diversa dall’indistinguibile massa di molto versificare.

In estrema sintesi, si presenta con questi segni particolari la carta d’identità di Un dio giallo, ultima pubblicazione poetica di Alessia Bronico, edita per Lieto Colle. Una raccolta significativa per molti aspetti: il titolo, per cominciare, che colora di giallo un dio, qualsiasi cosa esso rappresenti e a qualsiasi cosa il giallo rimandi; uno snodo delle dinamiche di coppia e personali attraverso la policromia tecnica e specifica, legata in primis alla scala di colori usata nel campo delle vernici, in cui il colore diventa lo strumento metaforico e personificato attraverso cui leggere e interpretare il reale e i moti dell’animo; la negazione di ogni forma di auto-vittimismo, sostituito dalla forza dirompente del verso, nella sua costruzione ritmico-fonica e nelle scelte semantiche che lo compongono; una musicalità dura e penetrante, rivendicante il potere, seppur sofferto, dell’aver scelto.

È composta la scrittura dell’autrice che, senza perdonarsi del tutto, perdona le vicissitudini e ciò che le costituisce nella loro complessità spesso indicibile; separa il sacro dal profano senza creare gerarchie e non ci sono tassonomie nel relazionarsi agli altri e a se stessi, sembra dire a ogni sfumatura del proprio creato personale.

Dignità (finalmente) è quello che si può respirare scorrendo i versi pregevolissimi di Un dio giallo: dignità, la grande assente nella volgare società moderna e in quella poesia che non si espone, che non prende posizione e si fa dire al posto che dire. Bronico cambia le carte in tavola, con fierezza, dietro a nessun nascondiglio ma fuori, alla luce di un sole molto, molto giallo.

Ral 3011*: lungosopravviventi

Mucchi di latte in bancali
su scaffali
mai un reso ai sentimenti.
Ricicliamo, assembliamo
una nuova casa
per noi, lungosopravviventi
in aria di decostruzione
odio e rancore.
Previa brunitura potrei considerare
il rischio di leggere
un manuale di chimica
solo dopo aver selezionato
formule matematiche
utili alla risoluzione
dell'amore.
Frattanto le latte più grandi
diventino tetti

RAL 3011
non piova sulla separazione
degli intenti, le porte
s'ergano in difesa
del cuore genetico
unico
costruttore di colori.
*RAL 3011: rosso marrone

Pantone Vibrant Yellow*: Cutrettola

La menzogna:
profumo dolce e carezze
che precedono il pugno
utile ad allentare la tensione
per sbatterti meglio in terra,
tramortire tutto il tuo sentire
finirti fine.

[La stanchezza
non ti fa fuggire]

Diagnostica per immagini
ti vedo appeso controluce
il radiologo interpreta la lastra,
impallidisce il suo diafanoscopio
hai i polmoni pieni di piume gialle,
potresti volare.

[La fatica sta nell'amare fuori di sé,
i sentimenti migrano dentro]

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