Ricordi di scuola

di Angelo Coppola

Rivedo ancora la mia scuola, la strada brulicante di voci festose, le pareti imbiancate della mia aula.-
riascolto la voce, burbera ed affettuosa, dei miei maestri, il suo tono amichevole.-
e ripenso a voi, o miei antichi compagni, ai nostri giochi, alla nostra vita vissuta insieme, ai lunghi giorni di pioggia e di sole passati nei banchi.-
come mi sembra ormai lontano quel tempo, quel tempo spensierato e felice, quando bastava una piccola cosa per farci piangere o ridere insieme!-
come sono ora diverso, io, dal ragazzino di allora!-
quanti immagini, quanti pensieri, quante idee, il tempo ha cambiato dentro di me!-
come è difficile ora vivere, vivere da soli, vivere in questo gorgo infernale che non ci dà che male.-
ma tu, o piccola scuola, rimarrai sempre intatta nei miei ricordi, nella mia memoria, poiché con te, dentro le tue mura, io ho vissuto i miei momenti migliori.-

Dal libro “A piena voce. Poesie e poemi” di Vladimir Vladimirovic Majakovskij

La bellissima poesia di Vladimir Majakovskij, tratta dal libro “A piena voce. Poesie e poemi”, funge da apripista a quello che può essere considerato uno degli argomenti di più stringente attualità: la scuola e l’inizio del nuovo anno scolastico nell’era del Covid-19.
Tutti i giorni, attraverso i mass media, le informazioni si alternano tra conferme e smentite dei diretti interessati (Governo, Istituto Superiore di Sanità, Commissario Straordinario), con un senso di straniamento sia per i genitori, alle prese con le varie modulistiche di iscrizione (quest’anno ci sono anche i patti di corresponsabilità), sia per i bambini stessi, indecisi sul continuare con le videolezioni e lo studio da casa ovvero, rientrare sui banchi, a questo punto singoli, di scuola. Verrebbe da dire, mutuando un gergo di chiara matrice politica, una vera e propria “scelta di campo”.
L’anno scolastico appena concluso, a buon diritto, può essere annoverato come quello della tecnoscuola. Lezioni e interrogazioni attraverso tablet, computer, comunicazioni d’istituto attraverso sms, e-mail, ecc.
Perfetto, da un punto di vista informatico, essendo la nostra un’era ipertecnologizzata e iperdigitalizzata.
Ma la dimensione umana, la accantoniamo?
È qui che entra in scena Majakovskij il quale, attraverso i versi della Sua poesia, ci invita a riflettere.
Stiamo discorrendo di ricordi scolastici; i compagni di classe, gli insegnanti, l’istituto scolastico, le sue aule, la palestra, i laboratori didattici, il cortile antistante, le bacheche, ma anche lo scuolabus, le auto in sosta, nelle adiacenze scolastiche, dei genitori che, accompagnano i figli magari, prima di recarsi a lavoro. Stiamo ragionando sulla dimensione sociale della scuola. Il contatto diretto con i compagni, gli insegnanti, gli assistenti scolastici, durante le lezioni, le pause ricreative, le attività ludiche, spesso pomeridiane. Parliamo di attività basilari e formative per i bambini che, si affacciano “sul palcoscenico della
vita”, per dirla alla Shakespeare.
Discorriamo dei bambini di oggi che, saranno gli uomini del domani, in una società che richiede sempre più abilità, competenze, capacità di adattamento, in una parola, resilienza. Lo stesso Majakovskij, nei suoi versi, sottolinea la diversità del periodo scolastico, scevro da pensieri, preoccupazioni, assilli, dalla vita degli adulti, così difficile (gorgo infernale), rievocando proprio la scuola come luogo di protezione (poiché con te, dentro le tue mura…).
Interagire vuol dire confrontarsi, condividere, aprirsi a ciò che è nuovo, diverso, nel significato positivo del termine. Sappiamo benissimo che, per molti, ciò che è diverso, fa paura. Diversità, invece, è fonte di arricchimento, miglioramento, annullamento di qualsivoglia barriera culturale e sociale, senso di rispetto per l’altro, sentimento che, sicuramente, molti di noi adulti, abbiamo perso di vista negli ultimi tempi. “Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze” avrebbe detto Paul Valery.
Auguriamoci, quindi, che il ricordo dell’anno scolastico, non sia solo di tablet ed sms ma, soprattutto, di rapporti umani e di condivisione di un ambiente, come quello scolastico, rappresentativo di un valore perenne, fondamentale nella vita di qualsiasi persona: la CULTURA.

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