Poesie di Samuele Donati

30 KG

La luce che ti ha illuminato il viso
quando hai pensato
il pensiero di svanire

Cosa sarebbe
un grammo di non essere
ogni giorno

e portare accesi
gli occhi azzurri
senza addizioni, senza lineamenti

l’acqua la luce e il resto
bisbigliamenti

Hai servito a tutti
hai servito danzando
il tuo piatto di febbre

e hai scelto:
“Siano loro a divorarmi
mi facciano a pezzi
in scaglie di niente
così che io

(per quanto ancora dovrò essere me

prima di piroettare
in qualcun altro

nel bagliore
di lanterne, i frantumi
del bicchiere)

io sia io, il gabbiano
ad ali ferme…”

*

Ho pianto per tutte le cose che desistono
vedendo Sutherland parlare di Fellini

Naturale come infliggersi del male
e tormentarsi il dente
nel precario

Nessuno merita
la fine senza
il racconto

il matto del paese

e quei bagnini, il loro riso
monumentale nell’estate
terribili
e perfetti i burattini

Vi tengo, replicatevi
come errori del cervello
fingetevi balbuzie, marasma senile
regredite a pure luci
lasciatevi custodire

*

George Mendonsa, muori oggi
in una volta

o avevi iniziato allora, l’istante
successivo, a essere
di zero virgola uno
meno vivo

Questa poesia la leggeranno pochi

e nessuno saprà chi sei stato
nel breve scatto
del nome è più conosciuto
Moammed Sceab, di fatto

Ma ti googleranno
e un segno sul viso, vedrai
dirà che avranno capito

Durerà di te che cosa
la luce
che colpisce la torsione
della mano, del corpo
i vent’anni
che fosti

in un momento di gioia
convenuta nelle braccia
e abisso tragico
la bocca

Io devo chiedermi
se lì, per via faringea
la gioia che un uomo può trovare
in una vita
non l’hai avuta

e bruciata

offerta al cuore di Greta
marinaio, mai più avvistata

(18 febbraio 2019)

*

Volevo la tua meraviglia

come un bimbo
si sveglia e grida
la trasfigurazione

(ho sempre mangiato

una per una
le briciole
che cadevano sul petto

qual è il sentiero
per tornare
indietro, adesso)

Ho imparato la posizione

delle stelle, quarantadue versi
di Neruda e aneddoti
aggiustati alla bisogna, perché
tu ridessi senza accorgerti
che è notte

Ho posto qualunque argomento

sotto cui nascondere il tuo nome
con l’unico scopo che detonasse
inatteso, nel campo sminato
di una conversazione

e scoprirmi esploso ovunque fossi

trovarti di nuovo dentro l’altrove

Samuele Donati è nato a Rimini 36 anni fa e vive a Milano. Lavora nel mondo dell’educazione come consulente, insegnante e formatore. Appena può, come può, porta la poesia nelle scuole. Ha pubblicato “Non essere soli” (Raffaelli, 2013) e “Servomuto” (Raffaelli, 2017).

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