Poesie di Iris Vernal

Acacia

Ti osservo da molto, la tua schiena
stagliata contro il futuro
come un gabbiano che rinnega
il suo stesso mare.
Non sei di questo mondo
né di quell’altro,
vivi a metà fra i tuoi sogni e i miei
e ti osservo da molto
cercare un tuo posto -quanto vorrei
fosse uno dei miei.
Il tempo passa ma tu resti
cresci a stento nella tua pelle,
che è anche la mia,
e mi conforta la tua immobilità
in questo spazio così limitato,
che quando torni a me e ti stringo
ti chiedi perché piango
ma non è tristezza: è come un
miracolo,
è una sciocchezza.

Bucaneve

Ogni lacrima, ogni preghiera,
le parole mai confessate,
è scritto tutto qui:
nel mio luogo segreto
di mostri e fate,
sulle foglie cadute
dai rami spogli e fragili
del mio cuore.

Caltha Palustris

Siamo sistemi ermetici perfetti
lungi dall’essere completi
e orgogliosamente soli,
in questa notte senza fine.
Siamo ciò di cui siamo fatti
eppure vorremmo essere
sempre di più, vorrei
essere qualcosa di più.

Camomilla

Le carni nel fuoco
nella cenere, decomposizione.
Affogando
nel suo respiro, io
non respiro;
e se questa è la Morte,
la cenere è la neve del Diavolo.

Fiore di pesco

Galleggio, sospesa
nel tempo
lungo le mura di cinta
della tua mente,
fra le torri d’avorio
del tuo cuore.
A picco sul mare
vorrei gettarmi senza pensare
a te
che mi insegui, ma
mi cullano i tuoi occhi
freddi e lontani
su di me.
Vago nei tiepidi giardini
della tua memoria,
cercando un solo fiore
che non m’abbandoni.

Lavanda

Mostrami che sbaglio:
dimostramelo
coi tuoi occhi,
che i miei sono stanchi,
quant’è facile vivere
nei nostri errori,
che a me sembra sempre
di vivere
in quelli degli altri.

Iris Vernal nasce come figura simbolica di un immaginario privato (ma allo stesso tempo comune) sviluppato nel corso dell’adolescenza e degli ultimi anni dell’autrice che vi si cela dietro. Nata a Roma, diplomata al liceo scientifico con una tesina sui sogni lucidi e attualmente frequentante la facoltà di lingue e civiltà orientali presso l’università “La Sapienza”, coltiva fin dall’infanzia una passione particolare per le fiabe, le favole e le storie di fantasia in tutte le loro forme. Tra le sue propensioni, la dimensione onirica ricopre un posto fondamentale sia nella sua crescita personale che in quella artistica, portandola a sviluppare una visione dell’arte quasi prettamente romantica; da ciò consegue anche la sua particolare attenzione verso la natura. Alcuni dei suoi autori preferiti sono Arthur Schnitzler, Yukio Mishima e H.P. Lovecraft. A luglio pubblica attraverso la piattaforma Amazon KDP il suo primo e unico opuscolo poetico, “Metafore Floreali e altri rimedi inutili”.

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