Poesia portale Sud

Giuseppina De Rienzo, Valerio Grutt, Edoardo Sant'Elia, Rossella Tempesta 
Fuoco, terra, aria, acqua 
Poesia portale Sud 
Terra d'ulivi ed. 

Un libro agile e ricco che si presenta come "portale", ovvero come luogo dove è possibile incontrare - nel linguaggio rivisitato dal web - esperienze e persone, ma che vale forse ancor più nella prima e più vera accezione, quella che indica l'accesso in genere istoria di figure e narrazioni a una cattedrale o a un palazzo significativo. Tra poco dirò perché.

Il volumetto, voluto e curato da Edoardo Sant'Elia, poeta e filosofo, curatore tra l'altro della rivista di pensiero "La freccia e il cerchio", raccoglie oltre a un poemetto dello stesso Sant'Elia, le poesie di Giuseppina De Rienzo, Rossella Tempesta, Valerio Grutt .
A ogni autore viene affidato un elemento primario, acqua, aria, fuoco, terra...

Volumetto agile e di non ardua lettura e però densissimo. I quattro poeti diversi tra loro hanno accolto la sfida a presentare voci del sud ma rifuggendo dal rischio in cui diffusamente si incorre di offrire una sorta di rivendicazione identitaria in quanto poeti del sud. Se v'è un carattere di rivendicazione (necessario in ogni operazione antologica) è nella paginetta in cui il curatore sortolinea il carattere di unità, fondato in Empedocle d'Agrigento, tra voce della filosofia e voce della poesia. Ascrivendo semmai a questa recuperabile unità una delle caratteristiche principali della poesia che si scrive a sud di Roma - peraltro esistendo, ne sono convinto, diversi sud di quel che chiamiamo Italia. Il filosofo della magna grecia, ricorda Sant'Elia, mise in versi il suo pensiero e fu anche per questo posto da Platone - lo "spietato giardiniere" che separò i semi del discorso filosofico e poetico - nella schiera di precursori sapienti ma avvolti in sorta di mitologia primaria e primitiva del pensiero. Ripartire da Empedocle dunque per essere poeti di Magna Grecia, con il linguaggio della fine della postmodernità e in contrasto con le vene principali del '900 poetico - questo l'intento culturale del libretto. Centrato con inevitabile dose di ambiguità, ma centrato direi.

Se da un lato la poesia accalorata e voluttuosa della Di Rienzo riesce in molti punti a smuovere e a convincere, persuade meno l'aver posto sotto l'egida un po' comoda di Haiku la serie di asciutti e brevi e pur belli componimenti di Rossella Tempesta. Mentre Valerio Grutt continua anche in queste pagune il suo tentativo di una poesia viva e vivida di immagini e sentimenti, volta alla decifrazione del bene tra le esperienze e le apparizioni, la proposta più convincente, secondo le intenzioni del libro risulta non a caso essere quella del poemetto che Sant'Elia include come opera sua. Una leggera e sapiente favola in versi, dove compaiono le figure di tre creature tra folletti e angeli a "manovrare" piccoli e grandi eventi su una spiaggia intorno all'invaghimento di due giovani. Lello, Aniello e Farfariello si muovono agilmente e nascostamente tra spiaggia e acqua e i rituali di una consueta vacanza litoranea, tra corpi, lettini, abbronzanti, visibili solo alla voce poetante di un oscuro osservatore.

La scrittura di Sant'Elia è chiara e ariosa, movimentata. Crea questi "spiriti del Mezzogiorno" come li chiama nell'epilogo, che risalgono da Basile e più addietro e che sembrano grazie al loro poeta a loro agio nel secondo millennio, a scombinare i piani umani, a eccitare situazioni, a giocare strani tiri ai destini. Sono miti giovani e antichi, che guidano lo sguardo del poeta (e del loro osservatore in scena) a fisici incanti, a profondissimi pensieri, a rovesciamenti di prospettiva: "Nel mondo dell'acqua/ il tempo è un’illusione,/un'invenzione strana/ degli uomini di terra".

Basterebbero questi versi, nati quasi a margine di una vicenda di invaghimento giovanile sulla spiaggia, a denunciare la natura dell'atto poetico che "portale sud" vuole promuovere. Non si tratta di una faccenda di stile (quattro poeti quattro stili) ma di cortocircuiti gnoseologici, di disponibilità a far della poesia non solo la introspezione che troppi pensano che sia ma una voce di conoscenza mitica e filosofica del vivente. Occorre su questo esser chiari, a mio modesto parere, in questo periodo dove vediamo da un lato troppa presunta poesia ridotta a narcisismo psicologico-sentimentale (attitudine favorita ma non fondata certo da un uso spregiudicato e irresponsabile della autopubblicazione social) e dall'altro da una versificazione concentrata sulla ricerca dell'arguzia, della trovata prospettica. La virtù conoscitiva del poetare è ben altro. Una capacità di visione che illumina sulle oscurità che la vita tocca e deve attraversare, una costruzione di "racconto" non importa se in forma coerente o franta di poema, che dis-orienti il pensiero dai sentieri soliti. Non sono questo del resto le eredità che il nostro ultimo Novecento ci ha lasciato nella "caccia" di Caproni, nella interrogazione percettiva di Luzi, nella biografia espansa di Bertolucci o Zanzotto o anche nella attestazione del mistero quotidiano di Sereni? E se andiamo al presente lo scavo antropologico di Mussapi, quello mitografico di Conte, quello non meno mitologico di stampo nihilista di De Angelis, la narrata perdita di Riccardi, la ferita delle cose in Cucchi, la cosmologia pietosa della Gualtieri, solo per dir d'alcuni, non sono tentativi di una poesia filosofica che sta generando opere e figure più o meno memorabili?

Si tratta, si vede, di poeti che potremmo dire del Nord o dei Nord, rispetto a quelli convocati come Sud da Sant'Elia. La differenza dunque starà, come ben intuisce questo libretto, non tanto in una tipologia stilistica della poesia (la storia della poesia in Italia mostra del resto il continuo scambio stilistico e di genere tra nord e sud della penisola). Si tratterà di vedere, terminate le dure narrazioni poetiche del mondo degli Scotellaro, Pierro e dei Sinisgalli, solo per fare tre nomi, quale "avventure" di conoscenza la poesia dei sud ci offre. E dunque i primi quattro autori a cui introduce il portale, lavorando in modo libero sugli elementi e sulle loro infinite risonanze e identificazioni, hanno dato una prima mappa delle possibilità. Ecco perché, come s'accennava all'inizio, questo libro e il progetto che lo sosiene può nominarsi "portale" al modo di certi accessi meraviglianti a palazzi e cattedrali. Qui si cerca una porta verso il sud diversa da quelle più affollate e consuete, volte a una automitologia del sud non di rado lamentosa e orgogliosa, certo immediatamente riconoscibili ma forse meno aperte su viaggi sconosciuti.

La sfida è impervia, chiede di essere proseguita e sostenuta coinvolgendo autori non casuali (penso ad esempio al valore che potrebbero avere in una via del genere poeti come Lino Angiuli o Matteo Greco o Anita Piscazzi in Puglia o in Sicilia Nino De Vita, Riccardo Emmolo e la giovane Carola D'Andrea o in Campania il medesimo Franco Arminio nella parte più libera del suo paesologismo o Luigi D'Alessio e Francesco Filia) pronti a una poesia empedoclea.

Il portale è aperto, vediamo cosa ci farà incontrare.

Davide Rondoni

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