“Non saremo noi” di Luca Nannipieri

Un intervento su arte e tempo (e attenzione) del noto critico d’arte per clanDestino

Non saremo noi a seppellire queste antiche statue, questi crocifissi dorati, questi saloni affrescati, questi dipinti, di cui sono piene le nostre città, le piazze, le strade, i palazzi, i cortili. Anzi saranno loro a resistere oltre la nostra morte. Ma quanto hanno bisogno delle nostre cure, del nostro amore, dei nostri desideri, della nostra condivisione, per essere più immortali di noi stessi.
Non saremo noi a distruggere queste chiese millenarie, e le loro pitture tenui, i loro altari in pietra, le piccole grotte segnate di croci dove i monaci o gli eremiti si rifugiavano a pregare, o i pastori a mungere o tosare le pecore, non saremo noi ad abbattere queste chiese, questi anfratti che hanno pitture lievi come bave sulle pareti. Anzi saranno loro a essere ancora in vita quando noi smetteremo di esserci. Ma quanta dedizione, quanti grovigli di passione e sudore, quanti trapassi di generazione in generazione, padre a padre, figlio a figlio, amico ad amico, per dare vita viva, vita vera, a tanta secolare magnificenza.
E le cattedrali, le basiliche monumentali, gli anfiteatri, anche loro ci sono da secoli e dureranno oltre la fine dei nostri respiri. Ma quanto hanno bisogno della durata di tutti i nostri respiri, quanto hanno bisogno che il nostro ardore, il nostro desiderio, le nostre passioni, penetrino in loro stessi, come l’acqua e il vento picchiano sulle loro pietre. Forse non lo sappiamo, ma quando amiamo fino allo strazio una pieve di periferia, un affresco, un teatro aperto da secoli, gli stiamo dicendo: “Noi ti daremo memoria, noi ti daremo futuro”.
L’immortalità non è la durata nel tempo. L'immortalità è sempre e solo la durata della nostra attenzione.

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