Niels Hav, versi dalla Danimarca

Può capitare che si scelga di non scrivere un verso o un pensiero per timore che non sia abbastanza "regale" o consono al significato e al peso che spesso diamo al termine "poesia". Eppure la poesia è vita, racconta quello che viviamo e che ci succede nel corso del giorno. Spesso sa riassumere con poco i lunghissimi pensieri che nascono quando qualcosa ci colpisce. A cosa serve la poesia se non a essere terrena o, quanto meno, a essere un tramite tra il terrestre e il celestiale, tra il comprensibile e l'incomprensibile?

Niels Hav, autore e poeta danese che ci ha scritto da Copenaghen, in questi testi lo mostra con assoluta semplicità. La sua comunicazione è diretta, prosastica e i concetti che scambia con il lettore diventano ovvi una volta letti. Le immagini che costruisce rimangono nell'iride dell'immaginazione con straordinaria efficacia. E sta proprio qui il fulcro di tutto. La quotidianità, l'essere presente e dirlo anche se può accadere che non ci sia molto di così straordinario da dire.
Una poesia è tale quando racchiude un significato, oltre che un'esperienza e il pregio di Hav è quello di saperlo inviare con una capacità innata, dietro uno stile narrativo e schietto, ma non per questo non ricercato e pensato. A volte risulta anche sagace, ironico e proprio per questo riesce a raccontare così bene la vita.

Francesca Delvecchio

Sulla terrazza

I vecchi vicini a morire, allampanati,
diventano quasi trasparenti, nelle sedie a sdraio,
ma ascoltano ancora il traffico.

Non vanno più da nessuna parte,
Lo ricordo bene. La pelle è secca,
qualcosa rode dentro e vuole uscire.

Il cuore si ferma, batte, si ferma ancora
come difettoso prodotto di seconda mano.
In realtà, sono all'arrivo, ora.

Il loro stato da defunto sta chiamando
all'ombra del faggio viola: il mio nome
è scomparso dalla rubrica.

Ogni tanto, mascherano il mattino
di sogni e nostalgia.
Ma ascoltano ancora il traffico.

I vecchi che presto moriranno
diventano trasparenti nelle sedie a sdraio.
Qualcuno li ha lasciati qui.

Traduzione di Mario Rigli

Un Giorno

Oggi ho fumato un certo numero di sigarette
Con le mie unghie ho graffiato la mia pelle
Ho sfogliato vari libri oggi
e ho registrato la mia voce sul nastro
Sono stato in compagnia di volatili il cui passato

mi è sconosciuto

Ho fatto tre pasti
ed ho bevuto le necessarie tazze di caffè

Non ho pianto oggi
e non ho visto nessun corpo insanguinato o morto
Ho letto un giornale
e ho sentito suoni dalle stelle
Ho toccato la pelle di un bambino oggi
e ho pensato a cosa poteva succedere
e quante cose accadranno
questo è stato il mio tipo di giorno

Ho chiamato questo giorno normale
un giorno normale.

Traduzione di Gaetano Longo

La mia penna fantastica

Preferisco scrivere
con una biro usata trovata per strada,
o una penna con la pubblicità di un elettricista,
di un benzinaio o di una banca.
Non soltanto perché sono poco costose
ma immagino che tutte queste penne diverse
porteranno alla fusione del mio testo con l'industria,
con il sudore degli operai specializzati,
gli uffici direzionali
e la mistica dell'esistenza intera.

Una volta scrivevo poesie delicate con la penna stilografica
- pura lirica di puro niente -
ma oggi sono ben contento di aver messo sulla carta
pianto e moccoli.

La poesia non è una cosa per chi ha paura di esporsi!
Un poema deve essere autentico come gli indici di borsa
- un misto di realtà e di imbrogli legalizzati.
Che cos'è che l'uomo troppo buono non può fare?
Non molto.

Per questo tengo d'occhio i tassi obbligazionari
e i titoli importanti. I fondi d'investimento
appartengono alla realtà - proprio come le poesie.
E per questo sono così felice per questa biro
della banca Bikuben, che ho trovato in una notte
nera come l'inchiostro.

Traduzione di Gaetano Longo

Lucertole che cacciano nel buio

Durante le uccisioni
camminavamo ignari attorno ai laghi.
Mi parlavi di Szymanowski.
Io studiavo un corvo
beccare la cacca del cane.
Ognuno di noi avvolto
nel proprio guscio d'ignoranza
che protegge i nostri pregiudizi.

Gli olisti credono che una farfalla in Himalaya
può influenzare il clima in Antartide
con un battito d'ali. Può darsi.
Ma dove rotolano i bidoni
e gocciolano carne e sangue dagli alberi
non c’è conforto.

Cercare la verità è come cacciare lucertole
nel buio. I grappoli d'uva provengono dal Sud Africa,
il riso dal Pakistan, i datteri dall’Iran.
Sosteniamo l'idea di confini aperti
per frutta e prodotti vegetali,
ma in ogni caso giriamo e rigiriamo
intorno all'asino.

I morti sono seppelliti nel giornale,
mentre noi sediamo impassibili su una panca
alla soglia del paradiso
e sogniamo farfalle.

Traduzione di Giovanni Campisi

La visita di mio padre

Il mio defunto padre viene a trovarmi
e si siede ancora sulla sua sedia, l'unica che ho.
Bene, Niels! dice.
È bruno e forte, i suoi capelli brillano come lacca nera.
Una volta portava in giro pietre scolpite da altri
usando un bastone d'acciaio e una carriola, e io lo aiutavo.
Ora trasporta i suoi averi
da sé. Come ti va? dice.
Io gli racconto tutto,
i miei piani, tutti i tentativi falliti.
Ho diciassette bollette arretrate.
Buttale via,
dice, torneranno di nuovo indietro!
Ride.
Per molti anni sono stato duro con me stesso,
dice, mi sono risvegliato confuso
per diventare una persona decente.
Questo è importante!
Gli offro una sigaretta,
ma ha smesso di fumare ora.
Fuori il sole tramonta sui tetti e sui camini,
lo spazzino fa rumore e grida agli altri
per strada. Mio padre si alza,
va verso la finestra e li guarda dall'alto.
Stanno lavorando, dice, va bene.
Facciamo qualcosa!

Traduzione di Gaetano Longo

 

 

Epigramma

Puoi trascorre una vita intera
in compagnia delle parole
senza mai trovare
quella giusta.

Proprio come un miserabile pesce
avvolto nei giornali ungheresi.
Per un motivo è morto,
per l’altro non capisce
l’ungherese!

Traduzione di Giovanni Campisi

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