La passione di Marco

di Davide Rondoni

Marco Marangoni, La passione degli anni, Stampa 2009 Editore, 2018

 
Un libro arioso e pensoso questo che Marangoni affida, col titolo "La passione degli anni" alle edizioni di Stampa 2009.

Arioso non solo nei pochi ma aperti accenni a lacerti di panorama in cui le meditazioni in versi si svolgono (viaggi in auto, stanze da cui si vede oltre il profilo di una donna il mare, e poi alberi, spiagge, alberghi, albe) a conferma di una poesia che sta al mondo e, secondo una lezione che in Luzi trova un punto alto e qui risonante, interrogativa. Ma arioso è anche l'andamento del verso di M. che medita sulla passione degli anni. Verso ritmico, musaico, capace di pause e aperture – finalmente, in mezzo a troppi versi italiani senza ritmo, senza voce, solo rimuginio, solo prosetta, solo finezze letterarie da pizzicagnoli...

Qui, invece, al contrario le parti in prosa vivono dello stile aperto e movimentato del verso.

La passione degli anni si sente del dettato, lo stile e la vicenda coincidono. Tale passione è a tratti la pura sofferenza del passaggio delle cose, ma è anche il punto vivo di fuoco che accompagna da tanto tempo ormai la vita dell'uomo che scrive. E non si tratta della poesia intesa come solo genere letterario (in un libro pur colto e ricco di riferimenti a traduzioni e letture, da Stevens a Sereni) bensì del destino di una parola che insegua ancora, stupefatta, l'accadimento del reale, e non serva solo a catalogarlo, ingabbiarlo, o peggio a consumarlo nel limìo dell'abitudine e della chiacchiera sempre decentrata. La passione insomma per una parola che diviene letteratura per la sua appartenenza e consuonazione col farsi misterioso delle cose, degli incontri. Una "dote di canto" come dice in una bella poesia ("Ragazzo, altrove da qui") che è "oltre" e che  "c'era". E che ha segnato e segna il cuore viandante del poeta, velato di pensosità malinconica, ma capace di visione che lo lega al farsi dell'universo "La passione di una vita intera, / degli anni, trascorsi a poco a poco / e tutti insieme" si legge in un testo tra i più diretti e forti, "[...] faceva quello / che, in altra scala, è la fantasmagoria / ...del sole

Ci sono poesie molto belle, in un crescendo che nella seconda parte del libro tocca punti molto profondi e vivissimi, come in "Non un grande volto grande, dai grandi occhi spenti..." o nella poesia dialogo con GianMario Villalta "Da un colloquio sul dialetto".

A tratti un senso di malinconia, di domanda alzata sul destino di questa passione ma alzata come da una plaga quasi di resa, di impotenza, di abbandono segna questo libro del sempre entusiasta M. M.

Come se appunto la passione, il soffrire degli anni provvedesse ad aver temprato gli entusiasmi, e ferito, non indebolito, l'altra passione. E ne avesse reso, finalmente, più estrema, più tesa e urgente a un radicale livello esistenziale, la domanda, la quaestio sul senso del dire, cioè del vivere. Domanda che investe primariamente il senso del poetare, e con questo il senso di ogni conoscenza del vivere.

Occorrono libri così, dove la poesia interroga se stessa ma non più, come è accaduto per troppe volte nel Novecento, a partire da un senso di sfiducia o di negazione ideologica della sua essenza e ruolo spirituale, ma una interrogazione radicale e aperta, legata al senso del tempo personale e comune. Non a caso, i poeti citati apertamente e in ultrasuono nelle pagine di M., sono proprio quei poeti che hanno svolto la loro indagine sulla poesia mai cedendo a scetticismo o schemi ideologici.

Il libro non si sottrae a questo dilemma delle passioni, nutrite e cribrate da tutte le altre, e così ci dona un agile infiammato strumento per affrontare e leggere questi duri e fantastici anni, e perlustrare con il cuore acceso il futuro.

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Un pensiero riguardo “La passione di Marco

  1. Caro Davide, grazie per la lettura attentissima al piano stilistico e intensamente partecipata. Verifico così il mio cammino e la parola che scrivo, sempre in traccia della parola che gira al largo dai nostri domini e trascendendo ci trascina in una passione-combustione, ma meglio facendoci incontrare con altri cammini ,come il tuo di oggi, e che forse ci attendevano da sempre ! Finché il respiro non si compia in un respiro che ci è prossimo ? eppure che resta amore e voce della lontananza?

    Un abbraccio , Marco Marangoni

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