Le poesie di Sidney Fontana

Sidney Fontana ha un dono innato di poesia. E questo urge nelle sue parole, una tensione a mostrare il lato oscuro della esistenza, dei rapporti, degli eventi senza che tale oscurità divenga silenzio e immobilità e dunque non-parola, non-vita. Urge insomma una lotta, che si mostra in sintassi tese e in metafore cercate con caparbietà, e anche laddove non tutto riesce resta una forza che trova nelle parole scritte per la nascita e in talune per l’amore vere sciabolate di bellezza o talune carezze di luce. La poesia non può che vivere sull’abisso, fissarlo ma avendo negli occhi lo stupefacente esistente, il sì dell’esistenza che interroga e inquieta chi, specie se giovane madre, vi partecipa in modo tumultuoso e profondo. Un segno di qualità poetica indubbia.

Davide Rondoni

COÏNCIDER PARFAITEMENT

Si muove nello stomaco
e senza sosta
il docile peso dell’amore
che non c’è

Giorgia diceva

senza convinzione
che l’amore non esiste
senza più speranza

tesseva

le lodi del disamore
tra i suoi lunghi capelli neri
fittamente intrecciati ai miei

Il cuore
ci siamo scambiate

ci siamo scambiate

il cuore
senza vestirci di riguardi
senza pensare al dolore
di farsi aprire il petto

a mani nude

e lasciar ravanare
tra l’una e l’altra
corda dell’Anima

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EMBRIONE

Piena di luce fino al varco di ogni soglia
è la notte in cui tu
accanto a me e senza riguardi
respiri

sei ogni figlio
concepito senza intenzione
sei ogni scoordinato ridere
di bambino
eco oltre il ventre pallido

solo nei tuoi occhi
oltre il bosco delle tue ciglia
ho saputo di non esser
mai stata
strappata dall’amore

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ogni orologio scandisce
il tempo in cui le rose
appassiscono

vorrei non ci fosse
altra via d’uscita
che il tuo sguardo

e come dar torto
al desiderio
che si insidia
sotto le unghie
e nella polverina
degli occhi
dopo un grande sonno

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vorrei fosse altrove
lo sguardo mio
senza magia
ch’è terra di nessuno
se tu non ci sei

alberi mozzati
alle radici
sono queste
violentissime
felicità

sarebbe tutto perfetto
se io fossi un’altra

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nemmen un ticchettio
accompagna i miei incubi
e accanto a me stanotte
non c’è il tuo denso
respirare

uno strano gonfiore
si muove da un occhio all’altro e non mi fa dormire

cala una lama
mentre dolcissima musica suona
l’addio più perfetto
a tutte le cose

e senza rimorso strazia il petto
con entrambi i pugni chiusi
e gli occhi di chi
non dorme ormai da mesi

odio le notti in cui non so se ancora respiri

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Scozia 04/05/2016

Rossa la sera
di disperate nubi
oltre i tetti
di questa silenziosa Edinburgh

sopra le tue ciglia
nessun naufragio

al mio fianco
respiri senza affanno
e paziente prendi tutto
di questo stonatissimo canto

ti dico
subendo l’esistenza
dei tuoi occhi
alle mie spalle

“Elena, Helen, my darlin’,
è questa la felicità?”

tu fumi tutta
la nostra disperazione
tutta la nostra simbiosi

un doloroso destino
nei nostri passi
che scivolano avanti e indietro
su questa fredda street

nevica sulle nostre palpebre gonfie
anche ora che scopro coniugato
questo ricordo
sempre al presente

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MARIA ANTONIETTA

Maria Antonietta china sul patibolo
sorride dolcemente
al buio che l’attende
e dimmi come faccio
a non riconoscermi
in quella margherita
che si consuma
senza mai bruciare
in balia di un fuoco
che forse non è esistito mai
ma che aveva il tuo sguardo

Potenzialmente
le mie prospettive di vita
in questo buco di provincia
si rivelano essere molto positive
quasi come se m’importasse
io che mi guardo dentro
e mi trovo in mezzo
ad un deserto oceano
ad un oceano deserto

e in tutto questo
tu, maledetto,
sei la luna e l’abisso
la direzione e la mancanza di direzione

io qui persa
e in perenne delirio
in perenne meditazione
sorrido in attesa che la lama
scivoli su di me
come se la mia testa
non fosse già altrove
come se la mia testa
non fosse già con te

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12 Maggio 2017

il cielo dietro le cose
è sempre uno sfondo bianco
senza emozione

se solo
dentro a queste mura
ci fosse
rosso diverso
da quello delle prese di corrente
magari potrei
non sentirmi così persa

e non ho tempo di trovare
altrove altre espressioni
per dire la nullità
delle lenzuola di cartone
e dei pigiami
tessuti tutti della stessa tristezza

ma non dimentico
che tu sei qui
sempre e senza sosta
e che il tuo sangue
scorre ancora
nel mio

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