La poetica di Rocco Scotellaro

di Teresa Murgida

La poetica di Rocco Scotellaro ha il potere di trasportarci in un mondo immaginifico, quasi onirico.

I suoi versi sono arredati da parole, elementi ormai “fuori moda” che sembrano provenire da un altrove fiabesco: zampogna, mulo, cerogeno e innumerevoli nomi di piante e fiori i cui nomi catapultano il lettore in un cerchio olfattivo reale e mai scontato.

 

suonano sempre le antiche zampogne
Le cotogne ammolliamo nella brace

Tarantella

Verrò tirando il mulo carico
degli aratri di ferro,
ti porterò gli odori della terra
incollata alle mie scarpe

Una dichiarazione di amore a una straniera

A questa aura si affianca però la concretezza a volte cruda e feroce del mondo contadino caratterizzato dalla fatica, dalla povertà, il lutto, l’ansia del domani di un sud che fatica a ricostruirsi.

Sempre da Tarantella:

Io non ho trovato la mia stella
non vuol dire se salto la tarantella.

Anche se la figura del padre ha una valenza alta nella poetica di Scotellaro, è la figura materna che assume un significato malinconico e di conforto. Può definirsi come il perno su cui ruota la quotidianità, colei che rassicura. In Nenie ad esempio:

mamma scaccia codesti morti
se senti la mia pena nei lamenti
dei cani che non ti danno mai pace

A una madre

come vuoi bene a una madre
che ti cresce nel pianto
sotto la ruota violenta della Singer
intenta ai corredi nuziali…

Rocco Scotellaro ci offre anche pagine di intensa passionalità dove la sessualità primeggia e non parla certo a bassa voce.
Si scopre, leggendo i versi che seguono, un certo conforto nella carnalità, nell’intimità, che diventa curativa non solo per l’anima ma anche per il corpo.

È rimasto l’odore
della tua carne nel mio letto.
È calda la malva
che ci teniamo ad essiccare
per i dolori dell’inverno

In questi cinque versi si può osservare gran parte della poetica dell’autore.

In essi c’è l’erotismo puro, la natura, genitrice di tutte le cose e il mondo contadino rude e allo stesso tempo voglioso di tenerezza e delicatezza (la malva è un fiore estremamente delicato, sia nel colore che nella consistenza. Oltre ad essere un rimedio contro i dolori, si pensa essere anche un potente afrodisiaco naturale).

Perché leggere Scotellaro oggi?

Perché nei suoi versi, ricchi di antico e desueto, si nasconde la semplicità e la lentezza a cui il mondo moderno e le nuove generazioni dovrebbero ispirarsi.

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