La natura del bastardo – Davide Rondoni

Pubblichiamo la nota critica stesa da Antonio Malagrida in occasione del Premio Civitanova vinto da “La natura del bastardo”

“Il mare – hai presente? – / Non crei londa e devi navigare

 

Ci sono due Luoghi di poesia nel libro di Rondoni e un movimento, una tensione che, pur nella distanza,  li avvicina, li interseca, li unisce e disunisce, li allontana e di nuovo li avvicina.

C’è una con-fusione d’ombra e luce, uno sbaraglio continuo ( è sempre notte sempre giorno ) tra luoghi e sentire.

Il mare, metafora di vita e di  viaggio, poi  Il luogo altro, ( non crei londa ),  poi una forza, una navigazione che si fa dialogo, ricerca di verità, osservazione attenta,  profonda e minuziosa del reale e nello stesso tempo richiesta di senso.

Questa forza coincide con la sostanza prima dell’amore: chiede vita e chiede perché.

Ti cerco sempre nuova / vita, impestato di te / gioia senza possibile cura

Lo sguardo del poeta cerca in ogni dove, si muove epico fino agli angoli nascosti e scuri, cade nei respiri affannati e deboli delle male – strade.

Non trova cura, è la sua natura, la sua necessità. Non può essere altrimenti.

Scova  e passa le periferie, la sua parola racconta le vite brevi come sere, la ragazza impasticcata, i bicchieri inutilmente in fila, tir, autostrade, animali dombra, le luride vetrate, i neon rotti, i corridoi anomali, i cunicoli, i corpi tra i cartoni, il vomito, gli argini scuri. Il gasolio.

Il tema classico del maledetto, dunque, del bastardo che frantuma corpo e anima dentro le basse cerchie della terra.

Ma il libro non è solo questo, Rondoni osserva e ascolta, chiede senso, domanda verità.

La forza che muove  tutto questo  si chiama amore.

Possiamo soltanto amare / il resto non conta, non funziona.”

Una passione terrena, certo, sono diverse le comparse femminili nel libro, ma… lamore crea cose che non finiscono quiforse amare è guardare / qualcuno che taglia i campi e sconfina.

L’amore di cui scrive Rondoni dunque, è un sentire che sconfina, che conduce oltre, una tensione inarrestabile verso L’altro da sé, verso l’Oltre: il secondo Luogo ( velato ) del libro.

Il luogo del Padre? Del Padre  nascosto e dunque creatore di figlio illegittimobastardo?

Rispondere a questo è argomento di fede,  ma certamente il dialogo con il reale e la suprema richiesta di senso scavalcano il terreno, il percepibile, e vanno Oltre, cadono nel Luogo che nei versi di Rondoni è annunciato  dalla luce dei  lampioni tra le nebbie, da fanali, insegne, neon,  lucciole, da messaggi silenziosi apparsi per un attimo cherimandano su grandi schermi / lungo le gallerie del cuore.

Il mare – hai presente? – / Non crei londa e devi navigare

Il mare, dunque, la navigazione, la ricerca del creatore nascosto, del Padre in un luogo altro.

Ecco gli attori principali de La natura del bastardo, i quali si muovono attraverso una lingua di poesia audace e diretta,  un verso che si mantiene qua e là lirico ma che risulta nel complesso ritmico e percussivo, teso, potente e metallico, direi cardiaco.

Un verso capace di raccontare senza fronzoli la  deflagrazione dell’essere in tutte le cose  ma anche, e forse soprattutto, la speranza.

 

                                                                                                  Antonio Malagrida

Lascia un commento