La letteratura ridotta a morale produce il Mein

Si stracciano le vesti perché tra i libri più letti i giovani italiani, secondo un sondaggio MIUR, hanno indicato insieme a Saviano anche Hitler. E perché si stupiscono? Da decenni, una schiera di critici letterari, docenti, scrittorucoli, politicanti e professori, (tra cui ultimamente l’Ing Ubertini, Rettore di Bologna) propugnano una idea e una promozione della letteratura unicamente come “specchio morale della società”. Poco o nulla contano i valori estetici in campo, la forza di sperimentazione e di visione, l’approfondimento esistenziale, il confronto coi grandi temi e problemi della esistenza umana. No, importa quanto lo scrittore e la sua opera siano coerenti con alcune idee dominanti di morale. Sempre idee giuste per carità ma come dire selezionate e promosse adeguatamente da un sistema di potere che predilige certe idee morali ad altre – e non certo in nome della salute morale dei cittadini, ma per orientare le scelte e dominare meglio. Non a caso nell’epoca della “legalità” ( parola vuota venuta alla ribalta a motivo di scontri tra forze politiche e istituzionali) Saviano viene portato in giro come la Madonna pellegrina e adorato dalle folle dopo che sull’altare l’ha messo un preciso estabilshment culturale e politico che cerca di far passare la “legalità” (non la giustizia, che è cosa meno malleabile e complessa) come il Supremo Bene. Ma siccome il “bene” è spesso meno interessante del “male” dal punto di vista morale (non estetico, e infatti chi lo sostiene ha un giudizio solo morale sulle opere) ecco che la stessa serie savianesca Gomorra è presa da molti come invito al camorrismo e spunta tra i libri più letti il Mein Kampf ovvero il libro dell’ Assoluto Male. Mi verrebbe da dire con lo stesso “diritto” di esser presente in queste liste di lettura.

L’aver ridotto la letteratura a succursale della politica o della morale pubblicamente dominante rende i libri veramente belli e importanti poco interessanti, a favore di paccottiglia o libri modesti nel segno del Bene o del Male. Per questo Baudelaire, gran geniaccio, diceva di non volere per amico nessuno scrittore vincesse premi in nome della morale di Stato.

Anche in questo caso, invece di capire il problema, in molti si son stracciati le vesti ( facilmente) gridando alla deriva morale e politica. Senza preoccuparsi che prima di tutto è una deriva estetica che sta fottendo l’Italia. Per questo insisto, dopo anni e due edizioni del mio “contro la letteratura” a indicare nella mancata trasmissione del gusto e del bello una delle principali cause di deterioramento sociale e colpa del sistema scolastico. Naturalmente qualcuno dei miei 24 lettori prenderà anche questa per una provocazione. Ma non lo è. È un pensiero, che ha dentro un’altra visione delle cose. Un’ altra possibilità a cui metter mano e lavoro, lungo e difficile…Se così invece vi va bene…

Davide Rondoni

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