Federica alle origini

Introduzione di Davide Rondoni

In questi inediti Federica Gullotta mette la sua sonda obliqua e poetica sulla ricerca del primario consegnandoci una voce che colpisce per la libertà di percezione e la tessitura ritmica. E per una importante assunzione di responsabilità a riguardo dell’arte poetica autentica come indagine estrema, consuetudine con ciò che è infero, ricerca mossa da vera inquietudine. In epoca di troppe cronichette sentimentali è una bella conferma di un altra via, più ardua, più interessante.

1.

Chi è che vede quello che io non vedo?

Chi vede esattamente i palazzi fermi in attesa dell'amore
o addirittura il sangue del sole,
chi vede che l'acqua è viscida, che la carne è amara
chi vede le cose vive che stanno con quelle senza vita?
Io vedo chiara la mia causa – non è qui
ma se tu te ne vai diventi
un'altra creatura
ho la mia felicità cieca e senza memoria
non credo che esista qualcosa
di concreto
aldilà di questa
ed è il luogo più terribile
vuoi stare nel luogo più terribile?
Chi vede le case all'interno, o il sangue
degli alberi, chi vede che io non posso
non posso vedere,
devi essere paziente
sì, ti tormento la mente forse
non sono nel giusto
ma non è importante per noi

chi è che vede quello che io vedo?

2.
Avevi un'unica immagine in mente
il tempo la misurava e la ignorava
e davanti ai tuoi occhi
la distruggeva

3.
Ti insegno io che quando c'era appena appena il mondo,
i rettili stavano nell’acqua,
e lì covavano le uova dell'amore primo,
della prima donna e del primo uomo,
del primo cielo e del primo sole,
che faceva male, come sempre accade

ti insegno io che veramente nulla riaffiorava
dopo che era stato spento
e l'attesa era lo spettro in cui ti vedevi
(si richiudeva)
in cui toccavi i capelli
(non esisteva)

ma tu, tu puoi coprire queste origini,
sottoporle a sfiancanti interrogatori
o aprire false finestre,
profumarle, o lasciarle illese,
o discuterne fino a dimenticare
il loro senso, tu puoi?

Federica Gullotta è nata a Faenza (Ra) nel 1991.
Ha pubblicato il suo libro di esordio “La bestia viziata" nella Collanina Apolide di LietoColle di Mary B. Tolusso (2016). Alcuni suoi inediti sono presenti su riviste online e cartacee come Gradiva e Il Segnale.
È stata finalista al Premio Maconi 2017 Sezione Giovani.
La sua ultima raccolta di poesie “Gli angeli bianchi escono dai frigoriferi” è stata pubblicata all'interno del libro senza titolo “Manuel de Freitas Federica Gullotta" edito da Edb nella collana Poesia di Ricerca di Alberto Pellegatta (2019).

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