L’Upupa di Ewa

di Davide Rondoni

Ewa Chruściel, Contrabbando di Upupe, Ensemble edizioni, 2019

Ewa Chruściel è una poetessa e traduttrice polacca che adotta anche l'inglese, lingua degli Usa dove lavora come insegnante di scrittura creativa in un College.
Il suo Contrabbando di Upupe edito in Italia da Ensemble, meritoria casa editrice, grazie alla traduzione di Anna Aresi e alla cura di due figure crocevia della migliore poesia in Italia, Edoardo Olmi e Andrea Sirotti, è un libro sorprendente, spiazzante, estroso. Barocco, si potrebbe dire. Un libro dove si trovano poesie o meglio testi sull'Upupa (animale con cui si fece fotografare Montale anche se qui non lo si ricorda) emblema antico di saggezza, ma anche testi sui poteri taumaturgici del pene di daino, sulla strage di Katyn (un testo tra i più belli), sui "virus" di vita e cultura inoculati da creature migratorie, pellegrini, sbandamenti.
Un libro postmoderno, in apparenza. Con una scrittura attentissima e mobilissima, non propriamente poesia per tre quarti del libro ma prose visionarie e febbrili. Il contrabbando viene assunto dalla autrice come figura emblema per vivere al meglio la nostra epoca. Questi passaggi "fuorilegge" riguardano lo spirito, le genti, la storia, la metafisica. Un libro pieno di notizie circa destini singoli e particolari, come quelli di tanti emigranti negli Usa, o circa il numero dei libri censurati in Polonia sotto il Comunismo. Notizie di cui l'autrice si dichiara debitrice anche al padre, grande raccontatore di storie.
Notizie, vite, destini che in un libro, che a tratti pare un archivio profondo e inquietante, sono accomunate dall'aver contrabbandato qualcosa che non era previsto, che non era gradito, che non aveva diritto. Un contrabbando di Upupe, di sapienze, di visioni diverse dal pensiero che fa a meno dell'uomo e fa a meno d Dio.

Libro gnostico e a tratti straziante e a tratti ironico, visitato da intuizioni, da fulminazioni, da ferite e invocazioni."L'Upupa vi contrabbanda dentro voi stessi". "Il contrabbando è un grande Kinder sorpresa". "I pellegrini sono i veri contrabbandieri".
La Chruściel lo sa, lo dice: "il sacro si nasconde in attraversamenti / intercessioni / reliquie di possedimenti".
Il sacro, ciò che pare esiliato dall'Occidente, è contrabbandato dai poeti e da ciò a cui essi danno voce.
La cifra della scrittura di EC mi pare venire da un lato dalla eredità di poeti come Miłosz, maestri dello scorcio, della apparente ferialità illuminata dall'emersione di piccole grandi saggezze, e dall'altra dalla scrittura in prosa ad alto tasso filosofico e dalla mente prensile di scrittori come D.F. Wallace. Ma forse c'è qualcosa della estetica teologica di Von Balthasar, mescolata alla sprezzatura dei minimalisti.
Certo, è un libro gremito, dove la successione delle sorprese, delle notizie, dei cambi di prospettiva chiede al lettore la disponibilità ad accogliere molto, e poi di colpo a sostare, come fa la poetessa, in certi testi (non a caso in versi) dove il tempo cambia, come in "Preghiera d'emergenza". E la Chruściel - che conosciamo e stimiamo da anni e che abbiamo visto crescere poeticamente fino a questa prova matura e convincente - in quei cambi rivela la sua più profonda forza. Come di antica ragazza polacca che si ferma e intona, in mezzo alle strade trafficate da tutti i trucchi e le meraviglie delle scuole di scrittura americana, il suo mai perduto canto.

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