Un viaggio tra le emozioni al Chiostro del Bramante

di Lisa Scotoni

Ognuno di noi è abitato dentro di sé da un ritmo ricco di intensità diverse, un insieme di forze, in grado di spingerlo via o, al contrario, di indirizzarlo verso qualcosa o qualcuno: da una parte il battito martellante della paura ci porta lontano da una certa situazione e dall’altra, invece, se veniamo animati da una gioia festosa saremo portati ad avvicinarci nuovamente alla causa della nostra euforia scrivendo così passo dopo passo le pagine della nostra storia individuale e universale. Le emozioni colorano l’esistenza di una persona e fino al 29 settembre 2024, in occasione della mostra tematica a cura di Danilo Eccher, anche le stanze del Chiostro del Bramante a Roma dove il linguaggio segreto dell’anima viene indagato attraverso un percorso espositivo che riunisce insieme alcuni grandi nomi dell’arte contemporanea accompagnati da alcuni esercizi emozionali preparati dalle mental coach Nicoletta Romanazzi e Grazia Moretti. Emotion è un’esperienza che invita a prendere parte attiva tra le diverse installazioni, più di venti e molte tra loro site specific, esplorando la propria interiorità tramite l’uso dei sensi perché senza percezione, intesa come raccolta di dati per mezzo degli organi di senso, l’animo, che si dischiude nello spazio proprio per mezzo di quel corpo da cui è troppo spesso contrapposto, non proverebbe alcunché. Un viaggio in cui ci si può immergere non solo grazie alla vista ma anche tramite l’udito come accade, per esempio, nella Sinfonia II di Alessandro Sciaraffa dove il gong risonante si aziona alla presenza del visitatore inondandolo con le sue vibrazioni ancestrali e ritmiche. Si è portati poi ad esplorare il rapporto con la natura e con l’intero universo anche tra i funghi giganti di Carsten Höller che nella loro ambiguità si lasciano studiare dagli occhi curiosi e successivamente, ancora per opera di Sciaraffa, ne Le ombre del mare in cui il suono delle onde riprodotto nasce dall’interazione di luce ed ombre generate dallo spettatore negli spazi aperti dell’edificio. Nel cortile del chiostro, appena entrati, si trova anche l’installazione di Luigi Mainolfi su cui ci si può muovere per imparare a prendere tempo e osservare da diversi punti di vista le altissime sculture dell’artista nel tentativo di cambiare la prospettiva con cui in un mondo dove tutto corre veloce si tende solitamente a staticizzare lo sguardo. La nostra, infatti, è una società trainata da ritmi frenetici votati alla performance e alla produttività a discapito dell’ascolto della parte più intima e personale che nonostante tutto continua a guidarci anche senza il nostro permesso decretando tra paura e coraggio, termine che non a caso deriva dal latino cor habeo, il nostro destino. Esistenze fatte di decisioni il più delle volte istantanee e su cui Gregor Schneider nella sua Changing Room invita a riflettere scegliendo una tra le diverse porte, soglie al confine di un mondo ignoto e sconosciuto che, una volta varcate, permettono di interagire con quanto si trova al suo interno in un’esperienza che non è più solamente visiva ma anche emotiva. Se da una parte quindi le emozioni accadono e spesso ci precedono senza che ce ne rendiamo conto, dall’altra è anche vero che spesso dentro di noi convivono forze differenti alternandosi anche molto velocemente. Diventa allora fondamentale ritagliarsi uno spazio di tranquillità anche nelle giornate più intense, un posto dove possiamo lasciarci trasportare dall’abbraccio di una nuvola di serenità come nell’installazione Above the clouds dell’artista francese Laure Prouvost in cui, immersi in un cielo azzurro, il confine tra realtà e sogno si dissolve permettendo al visitatore di abbandonarsi all’immaginazione. Che sensazioni arrivano? Quanto e come cambiano? Dove si manifestano nel corpo? La mostra ponendo al visitatore più domande che risposte lo lascia con un’unica e fondamentale certezza, ovvero quanto sia più che mai importante oggi, nell’età della tecnica, salvaguardare il tempo necessario per la cura e la crescita emotiva riconoscendo e ascoltando il ritmo della danza dell’animo umano.

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