Emilio Coco, Trentaquattro poeti catalani per il XXI secolo

Emilio Coco, Trentaquattro poeti catalani per il XXI secolo, Rimini, Raffaelli Editore, 2014, 28,00€.

Trentaquattro poeti catalani per il XXI secolo a cura di Emilio Coco è un lavoro imponente (524 pagine) che colma una lacuna decennale nel panorama editoriale poetico italiano. Le ultime antologie (come si può leggere nella completissima e curatissima “Bibliografia essenziale” in fondo al volume) risalivano agli anni Settanta, se si escludono alcune antologie di genere (poetesse catalane) o selezione di poeti presso riviste specifiche. Nella sua introduzione Coco compie un bellissimo excursus sulla poesia catalana del Novecento, sulla storia della lingua e della sua cultura a lungo vessata durante il franchismo. Molto felice la scelta di iniziare il percorco con alcuni poeti ormai classici in Catalogna ma, qui da noi, raramente tradotti o poco conosciuti chiamati “I maestri”: Josep Carner, Carles Riba, Josep Vicenç Foix, Joan Salvat-Papasseit, Marià Manent, Pere Quart, Màrius Torres, Bartomeu Rosselló-Pòrcel, Salvador Espriu, Joan Vinyoli, Joan Brossa, Joan Perucho, Gabriel Ferrater, Vicent Andrés i Estellés, Blai Bonet. Nella sezione “Trentaquattro poeti catalani per il XXI secolo” compaiono poeti che sono già molto noti e ormai quasi dei classici come Montserrat Abelló (1918-2014) scomparsa proprio mentre il libro andava in stampa fino a Josep Pedrals (1979) il poeta più giovane di questa antologia. Questi i poeti scelti da Emilio Coco: Montserrat Abelló, Màrius Sampere, Feliu Formosa, Joan Margarit, Marta Pessarrodona, Narcis Comadira, Margarita Ballester, Antoni Marí, Josep Piera, Jaume Pont, Pere Rovira, Gaspar Jaén i Urban, Maria Mercè Marçal, Teresa Pascual, Vinyet Panyella, Ponç Pons, Perejaume, Àlex Susanna, Carles Duarte, Albert Roig, Dolors Miquel, David Castillo, Susanna Rafart, Lluis Calvo, Jaume Subirana, Vicenç Llorca, Arnau Pons, Manuel Forcano, Jordi Llavina, Jordi Valls, Mireia Vidal-Conte, Teresa Colom, Eduard Escoffet, Josep Pedrals. La gamma è ampia e scriverne di ognuno in questa breve recensione sarebbe impossibile ma possiamo affermare che si tratta di poeti che, in patria e all’estero, hanno ottenuto riconoscimenti, traduzioni e che rappresentano il meglio della poesia catalana di questo nuovo secolo e ci forniscono un ampio ventaglio di poetiche e di stili. Crediamo che questo lavoro sia molto utile per chi voglia conoscere la poesia catalana augurandoci di poter leggere presto singole raccolte dei poeti selezionati da Emilio Coco (alcuni sono tradotti, ma relativamente pochi rispetto al numero di poeti qui presenti). Chiudiamo citando i versi di un poeta maiorchino, grande amico di Salvador Espriu, ormai divenuto un classico della poesia del Novecento in Catalogna, Bartomeu Rosselló-Pòrcel: “Ancora verdeggiano quei campi / e resistono quegli albereti / e contro lo stesso cielo si stagliano montagne. […] A te è legata tutta la mia vita, / come le fiamme al buio nella notte. (Verdegen encara aquells camps / i duren aquelles arbredes / i damunt del mateix atzur / es retallen les meves muntanyes […] Tota la meva vida es lliga a tu, /
com en la nit les flames a la fosca.”)

Luca Ariano

Rambla del Carmel

L’amor havia estat el reclam multicolor
dels bars de moda amb música de Blondie.
Ella tenia la pell aspra,
veu de noia trencada per l’alcohol.
La tocava en l’aire entre formes sense forma,
ella es queixava del refredat mentre fumava.

Carrer Agudells cantonada rambla del Carmel:
un túnel com els budells del somni,
crits de joves llibertaris travessant dècades
entre tirs de la policia i ordres per megafonia
com amenaces, dissolució.
Somni-malson negre,
negre com una nit negra sense tu,
negre com una llamborda negra,
negre com un negre negre.

I tu de què em parles?
D’una cultura de tanatori,
d’un rumor que no interessa ningú,
de tu, em parles de tu.
Jo vaig amb una pressa desesperada
i el món es mou a un ritme desesperant.

Corbates de blau pastel,
noies disfressades amb vestits de gasa
que marquen els pits.
Et despullo mentre preguntes per què.
Calla, mira, no repeteixis històries,
no vulguis saber el que no saps
ni voldries saber després de saber-ho.

Perquè ja ho saps:
somni, malson i negre,
negre com una nit negra sense tu,
que no vull,
negre com una llamborda al teu cor,
negre com els batecs sobre el pit
sense sostenidor negre,
sota el vestit de gasa negra,
negre com un negre ben negre.

Rambla del Carmel

L’amore era stato il richiamo variopinto
dei bar alla moda con musica di Blondie.
Lei aveva la pelle ruvida,
voce di ragazza rotta dall’alcol.
La toccavo nell’aria tra forme senza forma,
lei si lamentava del raffreddore mentre fumava.

Via Agudells angolo rambla del Carmel:
un tunnel come le budella del sogno:
grida di giovani anarchici attraverso decenni
tra spari della polizia e ordini per megafono
come minacce, scioglimento.
Sogno-incubo nero,
nero come una notte nera senza te,
nero come una selce nera,
nero come un nero nero.

E tu di che mi parli?
Di una cultura da obitorio,
di una chiacchiera che non interessa a nessuno,
di te? Mi parli di te?
Vado con una fretta disperata
e il mondo si muove a un ritmo esasperante.

Cravatte di blu pastello,
Ragazze mascherate con vestiti di voile
che fanno risaltare il seno.
Ti spoglio mentre mi chiedi perchè.
Taci, guarda, non ripetere storie,
Non pretendere di sapere ciò che non sai
nè vorresti sapere dopo averlo saputo.

Perchè già lo sai:
sogno, incubo e nero,
nero come una notte nera senza te,
che non voglio,
nero come una selce nel tuo cuore,
nero come i battiti sopra il seno
senza reggipetto nero,
sotto il vestito di voile nero,
nero come un nero molto nero.

DAVID CASTILLO (1961)

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