David Berman: “Tutta la felicità se n’è andata” – In ricordo di un artista maledetto

di Davide Romagnoli

David Craig Berman era tornato sulle scene musicali da poco. Il suo nuovo album, uscito lo scorso Luglio 2019, sotto il nuovo monicker Purple Mountains è già stato considerato uno dei più interessanti lavori di quello che oggi chiamiamo comunemente - ed erroneamente - indie e che una volta si chiamava semplicemente alternative. Un grande ritorno sulle scene, un disco che riporta alla luce gli aspetti più poetici e malinconici di un personaggio che si è da sempre contraddistinto per un'autenticità significativa all'interno di tutto un percorso, sia artistico che esistenziale. Il singolo di apertura si chiama, emblematicamente, "All my happiness is gone": "Sembra che sia successo qualcosa di veramente sbagliato / E confesso di non resistere / Tutta la mia felicità è sparita / Tutta la mia felicità è sparita / È andato tutto da qualche altra parte / Tutta la mia felicità è sparita / Diecimila pomeriggi fa".

I tempi dei Silver Jews, la band che aveva messo su una volta spostatosi in New Jersey con Stephen Malkmus and Bob Nastanovich, quelli che immediatamente diventeranno i Pavement, sono finiti nel 2009. L'ultimo album era stato "Lookout Mountains, Lookout Seas", dove ormai Silver Jews (ancora non è chiara l'origine del nome, probabilmente legato a silver jewelry, alle ragazze bionde ebree, ai silver Beatles e ai Silver Apples) identificava solamente il progetto di Berman, totale compositore di una formazione in continuo cambiamento. All'interno della comunità alternative di quei tempi la band è sempre stata un nome di culto e il suo frontman diventava sempre di più quel personaggio decadente e misterioso, schivo e naturalmente portato all'autodistruzione, come ogni iconico artista dei Nineties. Nel 1999 esce la sua prima raccolta di versi "Actual Air", pubblicata da Open City Books. E poi la depressione, l'abuso di sostanze stupefacenti, di Xanax e il tentativo di suicidio nel 2003 al Loews Vanderbilt Hotel dove Al Gore aveva passato le due settimane poco prima delle elezioni e dove, secondo il cantautore, "era morta la presidenza americana". E poi ancora la reunion coi Silver Jews, il suo nuovo addentrarsi nel Giudaismo, e la definitiva rottura col padre Richard Berman, con tanto di denuncia pubblica verso quel "demonio" legato indissolubilmente alla lobby delle armi, dell'alcool e dell'union-busting. Debiti di gioco, la separazione con la moglie Cassie, qualcosa con la televisione e poi ancora il lento ritorno alla musica.

La droga, la musica, la religione, la politica: tutto si lega indissolubilmente nell'America dipinta nell'esistenza di un personaggio dipinto e dipintosi maledetto, considerato e consideratosi condannato, e poi benedetto, redento, di nuovo crollato. Molti sono i contatti con quel suo mondo intimo contenuti nel suo blog delle Montagne al Mentolo, così come oggi, a pochi giorni dalla sua scomparsa (si legge da qualche parte per impiccagione), appaiono le sue poesie, i suoi testi, le sue parole sulle pagine, sui tweet e sulle bacheche di molti fan.

Di seguito abbiamo pensato di tradurre alcune sue poesie e alcuni suoi testi, per rendere un ricordo ad un personaggio emblematico di una scena musicale lontana dai grandi riflettori ma in grado di regalare momenti autentici di sentimento. Un lascito che, comunque la si voglia vedere, resta importante.

"Neve" e "Lo Specchio Rotto" sono tratte dalla raccolta poetica "Actual Air" (Open City Books, 1999), "Margaritas At The Mall" è tratta dall'ultimo album "Purple Mountain" (Drag City, 2019) e "Random Rules", brano d'apertura di "American Water" (Drag City,1998)

Neve

Camminando in mezzo a un campo con mio fratellino Seth
Mi sono diretto verso un posto dove i ragazzini hanno fatto degli angeli sulla neve.
Per qualche ragione gli ho detto che una truppa di angeli
è stata colpita e si è dissolta una volta toccata terra.
Lui chiese chi aveva sparato e io risposi un contadino.

Quindi arrivammo sul picco del lago.
Il ghiaccio sembrava una fotografia dell'acqua.
Perché mi chiese. Perché gli aveva sparato.
Non sapevo dove volevo arrivare con questo.
Erano nella sua proprietà, risposi.

Quando nevica, gli spazi aperti sembrano come una camera.
Oggi ho barattato ciao col mio vicino.
Le nostre voci si equivalevano vicine nelle nuove acustiche.
Una camera con le pareti fatte a pezzi e cadenti.
Ritornammo al nostro scavare, lavorando fianco a fianco in silenzio.

Ma perché erano nella sua proprietà, mi chiese.

Lo specchio rotto

La mia vita è quasi finita; è un fatto
statisticamente desunto ma semplicemente vero;
guardo nello specchio, ma è rotto
E dunque riflette due, tre, o più, che mancano
di coesione. L'obiettivo di chi devo seguire -
La mia vita è quasi finita; è un fatto -
In tempo rimanente? Valigie riempite piene,
passato inscatolato e ingabbiato, poco resta da fare,
guardo nello specchio, ma è rotto
E non verrà sistemato e sempre ha rifratto
quello di prima in almeno altri due.
La mia vita è quasi finita; è un fatto,
ma la vita non può essere vissuta in astratto
e mendica certezze che un tempo conosceva:
guardo nello specchio, ma è rotto;
Guardo altrove in cerca dell'esatto;
le notti sciolgono l'ombra che restringe dalla mia vista;
guardo nello specchio, ma è rotto.
La mia vita è quasi finita; questo è il mio fatto.

Margaritas al centro commerciale

Ho scritto tutti i miei risultati
E ti avverto che sono sinceri
Il mio giorno qualunque inizia
Con i ricordi di essermi bloccato su questo
Pianeta dove sono atterrato
Sotto questo grigio cielo come di granito
Un posto in cui mi sveglio arrossendo come se mi vergognassi di essere vivo
Quanto può durare un mondo sotto un Dio così sommesso?
Per quanto tempo può continuare un mondo senza una parola di Dio?
Guarda il passo dell'individuo imperfetto che cerca un cenno di Dio
Trotto la zolla del visibile senza una nuova parola da parte di Dio
Stiamo solo bevendo margarita al centro commerciale
Ecco cosa aggiunge questa roba dopotutto
Magenta, arancione, verde acido
Blu pavone e mercurio
Bevendo margarita al centro commerciale
In piedi nell'ombra dei cartelli stradali
Cinquanta porte di comprensione, quarantanove sono chiuse

Regole casuali

Nel 1984 sono stato ricoverato in ospedale per essermi avvicinato alla perfezione.
Lentamente facendo strada attraverso l'Europa, dovevano fare una correzione.
Rotto e fumante dove il cervo infrarosso si tuffa nel serpente digitale.
Te lo dico, ce la fanno così non puoi stringere la mano quando ti fanno tramare le mani.
So che ti piace ballare in fila, tutto così democratico e cool,
Ma baby non c'è guida quando ci sono regole casuali.
So che molto di ciò che dico si è elevato dalle pareti del bagno degli uomini.
Forse ho attraversato i fiumi sbagliati e ho camminato per tutte le sale sbagliate.
Ma nulla può cambiare il fatto che una volta condividevamo un letto
ed è per questo che mi ha spaventato così quando ti sei rivolta a me e hai detto:
"Sì, sembri qualcuno
Sì, sembri qualcuno che mi ha sollevato e mi ha lasciato cadere.
Ragazzo, sembri qualcuno che conoscevo ".
Ho chiesto a quello che dipingeva perché le strade sono colorate di nero.
Disse: "Steve, è perché la gente se ne va
e nessuna autostrada li riporterà indietro".
Quindi se non mi vuoi prometto di non indugiare,
Ma prima di andare, cara, devo chiederti dell'abbronzatura diversa sull'anulare.
Nessuno dovrebbe avere due vite,
ora sai che i miei secondi nomi sono sbagliati e giusti.
Tesoro, abbiamo due vite da dare stanotte.

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