FRANCESCO MARGANI, testi : ”Cartoline dalla Sicilia”

Ecco le “cartoline dalla Sicilia” del poeta Francesco Margani  per ri-scoprire autori dell’isola che tanto ha dato e da alla poesia italiana.

CARTOLINE DALLA SICILIA

NISCEMI

 

Percorrerò senza indicazioni né con l’ausilio della bussola l’Isola.

Cercherò i linguaggi poetici mi confronterò con essi.

Non me ne vogliate se non vi dovessi incontrare e tanto meno capire.

 

MARIO GORI

CANTORE DEL SUD

 

GIOCATTOLI

La mia infanzia passò senza giocattoli,

nessuno mi donò treni di latta

per la festa dei morti.

 

Mio nonno restò povero anche in cielo

e non potè mai scendere. Nessuno

volle in cambio del cuore

vendergli un palloncino colorato.

da   UN GAROFANO ROSSO

 

Nella produzione della poesia goriana, dialettale e in lingua, l’infanzia occupa un posto centrale.

Per Gori l’infanzia è il grembo in cui egli torna per rifugiarsi.

Lì si ritrova bambino che gioca con gli altri coetanei su strade fangose.

I neri catoi fanno da sfondo all’ambiente agro-pastorale in cui visse il poeta.

Nei catoi troneggia la miseria. La condizione umana è fatta di stenti e di estremi sacrifici.

I versi goriani sono chiari e luminosi. Si muovono alla luce del sole, non vi sono ombre.

Nulla rimane sospeso, tutto è mostrato all’aperto con candore. Con lo sguardo triste e melanconico

Gori tesse i suoi versi, in lingua volge lo sguardo al passato e trova in Pascoli e nei crepuscolari i punti di riferimento.

Altro discorso verte sui versi in dialetto. I versi sono notevoli ed efficaci, dotati di una straordinaria forza emotiva e comunicativa.

Gori canta il Sud in tutti i suoi aspetti, ciò che risalta subito allo sguardo è il contrasto tra la bellezza dei luoghi e la sofferenza umana.

I riferimenti alla poetica quasimodiana sono evidenti in numerose composizioni.

Vedi in LAMENTO PER IL SUD di Quasimodo a cui Gori di rimando fa eco con SUD o LUPARA.

Versi inseriti nella silloge dal titolo vittoriniano UN GAROFANO ROSSO, pubblicato nel 1957.

Gori è da annoverare tra i maggiori poeti isolani del dopoguerra.

Peccato che sia sceso ben presto l’oblio critico su tutta la sua produzione.

Attendiamo un nuovo interesse critico che valuti appieno la grandezza della sua opera e ne dia la giusta collocazione.

 

 

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