As cores dos sonhos. I colori dei sogni

di Ilana Eleá [1]

Traduzione: Giacomo Falconi

Derramei as cores das bandeiras
Iran, Iraque, Eritreia, Síria
na sala de rostos
na sala de aula noturna
de sueco para imigrantes

Traguei as cores
saídas das suas bocas
quando a professora indagou
sobre os nossos sonhos

Ser taxista
Ser carpinteiro
Ser pintor de paredes
Ter uma firma de limpeza,
eles responderam

E pude observar o sentido
da palavra sonho
em um trilho simples
e nem por isso menos
tortuoso

Desçam as nuvens
até aqui -
qual a altura para arriscar
o voo
quando o céu cabe no
sorriso desses meninos?

Ho sparso i colori delle bandiere
Iran, Iraq, Eritrea, Siria
nell’aula dei volti
nell’aula del corso serale
di svedese per immigrati

Ho ingoiato i colori
fuoriusciti dalle loro bocche
quando l'insegnante ci ha chiesto
dei nostri sogni

Diventare tassista
Diventare falegname
Diventare imbianchino
Avere un’impresa di pulizie,
hanno risposto

E ho potuto osservare il senso
dalla parola sogno
su un binario semplice
ma non per questo meno
tortuoso

Abbassatevi, nuvole
fino a qui -
qual è l’altezza per rischiare
il volo
quando il paradiso ricade sul
sorriso di questi ragazzi?

Ci sono molti modi di immigrare. Sono venti di scelte e tentativi o di fuga dalle delusioni dovute agli errori dell'umanità. Il privilegio dell'amore mi ha portato in terra nordica. Se sono scampata alle guerre, le bombe che esplodevano erano dentro di me. Era il desiderio giovane e risoluto, la ricerca, insaziabile, di una storia d'amore che valesse gli sforzi e le intenzioni della gioia.

Stoccolma mi ha accolta con la gentilezza che la caratterizza come città, una tavolozza di sfumature in equilibrio, strade sgombre dai dolori e dai piaceri visibili ad occhio nudo. A mantenere la distanza, si impara nella quotidianità della bella città: chiedere a distanza, toccare a distanza, parlare con sufficiente distanza dalle emozioni, essere vicini agli eventi, aspettare che i tempi maturino nei cassetti.

Qui ho imparato che essere stato alunno della stessa classe fin dall'infanzia, vedere la foto di scuola invecchiare anno dopo anno insieme, è il collante che unisce gli adulti svedesi di oggi, queste decine di fotografie in comune servono ad aprire la porta agli abbracci e alle lacrime profonde. La Svezia mi appare un paese dalle innumerevoli opportunità e dalle distanze incolmabili.

Eppure, la generosità di questo paese progressista confonde la pallida somma di distanze individuali ed esce dagli schemi per rivolgere una carezza nazionale. Sono innumerevoli le garanzie, i diritti, gli spazi e le opportunità a cui il territorio invita. Il sistema educativo svedese è offerto gratuitamente a tutti i livelli, della prima infanzia ai corsi universitari, specializzazioni incluse. I corsi di svedese sono anch’essi offerti gratuitamente agli immigrati.

Non so se al momento sono più grata per l'apprendimento della lingua o per l'apprendimento della vita che mi sta offrendo il corso serale. Non so se sono più sorpresa dalle declinazioni del sostantivo o dalle ricchissime differenze culturali con cui convivo tre volte a settimana.

Molti dei miei cari compagni di classe sono sopravvissuti a guerre o provengono da contesti di vita delicati, ma non hanno dimenticato di sorridere, né di riempirsi gli occhi con la bellezza dei dettagli. Piantano semi di amicizia, sembrano sapere che le distanze sono linee avvicinabili da un gesto, un frutto, una domanda interessata, un ballo, uno sguardo.

Se l'insegnante ci chiede dei nostri sogni, gioisco. La semplicità ha dentro di sé una verità che pulsa e non smette di essere bella. Grazie, cari colleghi, per avermi mostrato che anche il cielo ha tonalità diverse e che le nuvole su cui camminiamo per alcuni rappresentano un animale, per altro un volto o un fiore, e sono sempre diverse, pur essendo nuvole, in base allo sguardo che le coglie.

[1] Autrice di Encontros de neve e sol pubblicato in portoghese in Italia dalla casa editrice Capire Edizioni nel 2019.
 
Photocredit: pixabay

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