Alcune poesie di Vernalda Di Tanna

Introduzione di Davide Rondoni

Nella voce di questa giovanissima poetessa, ancora inesperta dunque a volte incline a cercare effetti lessicali più che poetici, vibra però una tensione compositiva, una intensità del dire che insegue l'esistenza purissima e tenace. Non si accontenta la sua cadenza di facili modi e ritmi ormai ovunque in uso nella poesia dei coetanei, vi è un battito che viene dal classico e dal romantico come solo la natura della poesia italiana - testimoniò Leopardi - può tentare come sintesi. Via difficile, ma iniziata con coraggio e determinazione, con generosità di sentire, con spericolato desiderio di poesia autentica. E questo le è di onore, e spero di augurio.

Matura ogni speranza in me di sogno,
il notturno assaggio; spericolata perfezione
conservo esplosa nel respiro
tuo, pianto
d'iridi accese e melanconiche:
coperta dalle nuvole
staresti a me vermiglia veste di cielo,
se tu mutassi in peccato
il tuo canto, nivea riva
delle mie lacrime,
sorgenti amorose.

Nel frantumato spettro
di luce mi cerco
un amore che mi sia
dolorosa fitta: mi
cerco rappresa nel tuo
miele un'anima che mi
anneghi il respiro.
Infermo residuo è il mio
fiore sbocciato, reso carezza
e dolcemente odora
debito alla tua pelle.
Mentre io
sono la gracile sommossa
dagli umidi baci alle tue labbra:
cura tu mi resti e sussulto,
vibrazione del grumo
che mi abita il petto.

Scorrono immagini
lievi al bordo, risoluto
galleggia il verbo,
su parole nuotate, lontane
usi la lingua:
a lenire cicatrici
d'inchiostro attorno a letture
sfuggenti,
gesti, dichiarazioni.
E salini
usi gli occhi
induriti di sete:
voglio affondarci dentro.

Umano cruccio un pensiero
crea d'anima libera:
Io mi immagino una vita
da profeta che a viverla
ti invento per amarti
prima che tu nasca:
conosco
il tempo di un tramonto,
la riva delle tue ciglia;
sei forse il giro intorno ai satelliti,
il salto del tuffatore?

Quando manchi
è sgomento, e amoroso respiro
un verso canta d'alta marea:
miele. Incrosti notti stellate
fra le mie ciglia - quando
manchi - lieviti sale
dalle mie lacrime. Manchi e
scrivo
della tua sinfonia di zagara.
Quando manchi, mi resti vano
rapimento. E sei carne di favole e vento - quando
manchi – sei ricordo che azzera
la distanza.

Vernalda Di Tanna, nata a Vasto (CH), classe 1997, è studentessa di Lettere Moderne presso l'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti. Amante del poetare in versi liberi (e non solo), ha partecipato più volte al "Premio Nazionale Histonium", ottenendo vari riconoscimenti. All'età di soli 15 anni vede la pubblicazione della sua prima silloge poetica dal titolo "Poesia: le nostre vite in versi..." (Linea Grafica editrice, 2013). Un suo racconto intitolato "Il giorno della partenza" è stato edito nella raccolta "Racconti dall'Abruzzo e dal Molise" (Historica edizioni, 2017). Nel 2017 Matteo Fantuzzi (autore Feltrinelli) ha giudicato vincitrice una poesia con la quale l'autrice ha preso parte al contest "Poetry Life Together" indetto da Terranova. Di Tanna attualmente ha collaborato con Alessandro Quasimodo (figlio del Premio Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo) al progetto promosso dalla Rivista Orizzonti, "Alessandro Quasimodo legge I Poeti Italiani Contemporanei. Vol. 1" (Aletti Editore, 2018).

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