Poesie
ROBERTA SIRENO
come cercare
il centro che tiene sospeso
il pasticcio di cielo
o di tenebra
come sentire improvviso
l’urlo crudo
delle statue
(R. Sireno, Fabbriche di vetro, Raffaelli Editore 2011)
GIOVANNI F. ACCOLLA
Non scriverti
tra i mondi
al margine della traccia delle lacrime impara
a vivere
P. Celan
Sono una conchiglia mica il mare.
Solo suono e ricordo sono, anzi
del suono solo ricordo, percezione,
sentore, minima evocazione.
Sono una conchiglia, bianca
spirale di buio posata sul mondo.
(G.F. Accolla, La perseveranza e il caso, Raffaelli Editore 2011)
ZINGONIA ZINGONE
No me importa lo que digan
los perversos son los puritanos
amor
los que no entienden
los designios del cielo
y se amarran el corazón
con el lazo de todos los prejuicios
Osvaldo Sauma
Ámame,
te digo ámame
en el nocturno abrazo del silencio,
ámame
y calla como hace el amor,
tú que eres eso,
aun cuando callas.
Rózame, te digo rózame
que dulce murmullo eres
en el abrir de pétalos y no
rózame de alas,
de miel rózame;
el palmo rózame,
nacer como la semilla
que rozando posas.
Mírame, te digo mírame
espantado mírame
que suave,
desnuda
descubro
hasta el alma.
Cúbreme, te digo cúbreme
lentamente cúbreme
y súdame,
de sal y vientre súdame
de fiebre y paz súdame
de torso, bronce, penumbra
súdame
cúbreme, extiéndete
cúbreme.
Piénsame,
te digo piénsame
en la claridad piénsame
línea que huye y no,
que ayer aún,
piénsame, mañana piénsame.
Non m’importa cosa dicano
I perversi sono i puritani
amore quelli che non capiscono
i progetti del cielo
e si legano il cuore
con il laccio di tutti i pregiudizi
Osvaldo Sauma
Amami, ti dico amami
nel notturno abbraccio del silenzio,
amami
e taci come fa l’amore,
tu che sei quello, anche quando taci.
Sfiorami, ti dico sfiorami
che dolce brusio sei
nell’aprir di petali e non
sfiorami di ali,
di miele sfiorami;
il palmo sfiorami,
nascere come il seme
che sfiorando posi.
Guardami, ti dico, guardami
spaurito guardami
che piano,
nuda
schiudo
anche l’anima.
Coprimi, ti dico coprimi
lentamente coprimi
e sudami,
di sale e ventre sudami
di smania e pace sudami
di torso, bronzo, penombra
sudami
coprimi, teso
coprimi.
Pensami, ti dico pensami
nel chiarore pensami
linea che sfugge e non,
che ieri ancora,
pensami, domani pensami.
(Z. Zingone, L’equilibrista dell’oblio, Raffaelli Editore 2011)
PATRIZIA VILLANI
In ascolto
[a Derek Walcott]
Non sono come te potente e alta,
voce amica, troppo verde ancora
non ho imparato ad amare la pioggia
e i giorni bui come il sole fraterno,
al quale rendo grazie ogni mattina
per la presenza generosa e solidale.
In quell’icona limpida illumino
il fulgore della sopravvivenza,
lo stendardo rossoblu del desiderio,
l’oro convulso che campeggia,
dettagli e atti della mia giornata.
Sono pochi gli album di vecchie foto
da sfogliare nelle giornate cupe
e mute, e la mia stanza non sempre
ha la porta chiusa quando lo voglio io.
Però ti ascolto avida, mia voce,
e insieme ai suoni che mi crescono
imparo le strategie dell’esistenza:
per ruvida che sia, la voglio intensa.
(P. Villani, Conversazioni necessarie, Raffaelli Editore 2011)
VITTORIO FRANCESCHI
È vero?
Tu mi vedi?
Vedi le vene e il sangue vedi
i pori delle ossa le artrosi
i bronchi le mucose
i bulbi dei capelli?
E senti tutto?
Singhiozzi mormorii colpi di tosse
e l’acqua che gorgoglia nell’esofago
e i borbottii del ventre? E anche le parole
smozzicate in un sonno-dormiveglia
quando nel buio
a lungo mi rigiro
e un malessere cupo
mi attanaglia? È vero
che mi passi attraverso?
Sei tu che muovi da dentro
la mia gamba destra
e sposti un po’ più in là
quel vecchio dolore
che non mi dia troppo impedimento?
È vero che hai messo
un dondolo nel mio cuore
che ora batte per la tua
voglia di vivere e ieri
t’è caduto uno zoccolo?
Si è sentito
un tonfo nella palude.
È vero che soltanto
chi muore insieme
nel nulla siderale sopravvive?
(V. Franceschi, Il volo dei giorni, Raffaelli Editore 2011)
GIOVANNI PICCIONI
Anche con un’anomalia nel camminare
Via col vento
Con te
Vorrei
Andare.
(G. Piccioni, Forma del mattino, Raffaelli Editore 2011)
MARIO MASTRANGELO
‘O juoco antico
Sti sguarde e sti parole ca nun dico
so’ ‘o primo passo ca nun dico
so’ ‘o primo passo r’ a’ via affatata
ca ce porta a fà nzieme ‘o juoco antico
‘e cercà ‘a gioia uno rint’a l’ata.
Il gioco antico
Questi sguardi e le parole che non dico
sono il primo passo della via fatata
che ci porta a fare insieme il gioco antico
di cercare la gioia uno nell’altra.
(M. Mastrangelo, Nessuna voce, Raffaelli Editore 2011)