clanDestino I, 2009 Rileggere il Novecento

L’attualità di un’opera poetica, ci diceva Mario Luzi, è verificabile dal fatto che essa è ancora “in atto”, che la sua azione è ancora in svolgimento nel presente. Uno dei punti in cui è verificabile quest’affermazione sicuramente comlessa è l’opera dei poeti giovani: in quale misura e di quali autori riverbera l’opera di un maestro nella loro poesia? Ma, più semplicemente, ci si può chiedere quali poeti del passato i lettori continuino a cercare e a leggere, trovandovi non tanto, o non solo, la storia della letteratura (come può avvenire a scuola) ma una conoscenza antropologica e personale. A questo, speriamo, serve infatti quella antica e per ora ininterrotta meditazione sull’uomo che propone la parola della poesia.

Anche per evidenziare ciò che è “in atto” degli autori del passato, forse, torna frequentemente l’esprimersi della necessità di una rilettura della poesia del Novecento. Accade di continuo: nei nostri raduni redazionali, nelle conversazioni con amici poeti e scrittori, negli incontri cone insegnanti sensibili all’educazione alla poesia e con quegli studenti che continuano a rimanere affascinati dalla sua parola.

Rileggere il novecento, dunque. Non per la trita pretesa di trovarne il canone che, l’abbiamo capito, non ha molto senso. Ma proprio per sorprendere nel nostro percorso e per comunicare agli altri – scrittori o lettori – le poesie e i poeti che ancora agiscono nel nostro presente, direi soprattutto a livello di conoscenza antropologica. E’ una via che non abbiamo mai del tutto abbandonato, in realtà con “clanDestino”. All’inizio di questo nuovo anno, perciò, la riprendiamo con più vigore a comiciare dall’ampia intervista a Paolo Lagazzi su un poeta che sicuramente è ancora “in atto”, come Attilio Bertolucci.

Gianfranco Lauretano


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