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	<title>clanDestino</title>
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	<description>trimestrale di letteratura e poesia</description>
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		<title>clandestino III, 2009 &#8220;E se la felicità non esiste, che cos&#8217;è dunque la vita?&#8221; (Giacomo Leopardi)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 11:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In certe facoltà umanistiche, sulle terze pagine e nei discorsi di chi pensa di pensare va di moda squalificare la ricerca della verità o della bellezza, della giustizia o del significato della vita. Con la stessa presunzione di Sapegno che bollava di “adolescenziali” le domande di Leopardi (Dio mio, in che mani è stata ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-315" title="clandestinosito" src="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/clandestinosito2.gif" alt="clandestinosito" width="100" height="148" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 58px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In certe facoltà umanistiche, sulle terze pagine e nei discorsi di chi pensa di pensare va di moda squalificare la ricerca della verità o della bellezza, della giustizia o del significato della vita. Con la stessa presunzione di Sapegno che bollava di “adolescenziali” le domande di Leopardi (Dio mio, in che mani è stata ed è la ricerca letteraria!) i nuovi soloni del nichilismo, tanto più vecchi quanto più di giovane età, ci ripetono che porsi le domande che per noi sono costitutive del DNA umano (ma per altri evidentemente no) è qualcosa di superato, di banale, di tedioso. Anzi, dicono, di “reazionario” – è questa la parola di moda adesso.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 58px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Bene, se così è, rivendichiamo il diritto democratico di essere reazionari, convinti però dell’esatto contrario: è veramente progressista solo chi si pone, con la sua scrittura, con l’opera del fare e dell’ascoltare, con onestà e continuità, le eterne questioni dell’uomo. Cosa sia il resto, poi, non ne abbiamo idea alla fin fine. Cosa dice una poesia, o un racconto che ignori l’ipotesi stessa e ultima della bellezza, della verità e della giustizia? Qualcuno ce lo spieghi. Chi scrive affermando il nulla non può in definitiva che raccontarci del solito “abisso orrido, immenso,/ ov’ei precipitando il tutto oblia”. Che faccia pure, ognuno è libero di farsi del male come vuole. Ma non di farlo a noi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 58px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come avrete capito, la presenza sempre affascinante e vitalizzante di Leopardi si fa sentire su questo numero. Contrariamente ad una certa vulgata triste, tragica e nichilista (il “pessimismo leopardiano” è uno dei luoghi comuni più antipatici della scuola italiana) la lettera e il commento che pubblichiamo vi darà suggerimenti nuovi. Con la parte centrale di questo numero segnalo infine il desiderio di stare di fronte ad alcuni recenti lavori di pensiero, critica letteraria e poesia che, nel bene e nel male, hanno stimolato la nostra riflessione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 58px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Gianfranco Lauretano</div>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;">In certe facoltà umanistiche, sulle terze pagine e nei discorsi di chi pensa di pensare va di moda squalificare la ricerca della verità o della bellezza, della giustizia o del significato della vita. Con la stessa presunzione di Sapegno che bollava di “adolescenziali” le domande di Leopardi (Dio mio, in che mani è stata ed è la ricerca letteraria!) i nuovi soloni del nichilismo, tanto più vecchi quanto più di giovane età, ci ripetono che porsi le domande che per noi sono costitutive del DNA umano (ma per altri evidentemente no) è qualcosa di superato, di banale, di tedioso. Anzi, dicono, di “reazionario” – è questa la parola di moda adesso. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;">Bene, se così è, rivendichiamo il diritto democratico di essere reazionari, convinti però dell’esatto contrario: è veramente progressista solo chi si pone, con la sua scrittura, con l’opera del fare e dell’ascoltare, con onestà e continuità, le eterne questioni dell’uomo. Cosa sia il resto, poi, non ne abbiamo idea alla fin fine. Cosa dice una poesia, o un racconto che ignori l’ipotesi stessa e ultima della bellezza, della verità e della giustizia? Qualcuno ce lo spieghi. Chi scrive affermando il nulla non può in definitiva che raccontarci del solito “abisso orrido, immenso,/ ov’ei precipitando il tutto oblia”. Che faccia pure, ognuno è libero di farsi del male come vuole. Ma non di farlo a noi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;">Come avrete capito, la presenza sempre affascinante e vitalizzante di Leopardi si fa sentire su questo numero. Contrariamente ad una certa vulgata triste, tragica e nichilista (il “pessimismo leopardiano” è uno dei luoghi comuni più antipatici della scuola italiana) la lettera e il commento che pubblichiamo vi darà suggerimenti nuovi. Con la parte centrale di questo numero segnalo infine il desiderio di stare di fronte ad alcuni recenti lavori di pensiero, critica letteraria e poesia che, nel bene e nel male, hanno stimolato la nostra riflessione. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-weight: normal;">(Dall&#8217;editoriale di Gianfranco Lauretano)</span></p>
<p></strong></p>
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		<title>clanDestino III, 2009 &#8211; Vincitori del concorso di Poesia clanDestino 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 11:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La giuria ha decretato i vincitori del concorso di Poesia clanDestino 2009!! Paola Ballerini ha vinto il primo Premio nella sezione Opera Prima con la raccolta Nell&#8217;arcipelago cresce l&#8217;isola. Corrado Bagnoli ha vinto il primo Premio nella sezione Inedito con la raccolta In tasca e dentro gli occhi Bene, se così è, rivendichiamo il diritto democratico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giuria ha decretato i vincitori del concorso di Poesia clanDestino 2009!!</p>
<p><strong>Paola Ballerini</strong> ha vinto il primo Premio nella sezione Opera Prima con la raccolta <em>Nell&#8217;arcipelago cresce l&#8217;isola.</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-310" title="Ballerini" src="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/Ballerini.jpg" alt="Ballerini" width="99" height="146" /></p>
<p><strong>Corrado Bagnoli</strong> ha vinto il primo Premio nella sezione Inedito con la raccolta <em>In tasca e dentro gli occhi</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-312" title="Bagnoli" src="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/Bagnoli1.jpg" alt="Bagnoli" width="101" height="150" /></em></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Bene, se così è, rivendichiamo il diritto democratico di essere reazionari, convinti però dell’esatto contrario: è veramente progressista solo chi si pone, con la sua scrittura, con l’opera del fare e dell’ascoltare, con onestà e continuità, le eterne questioni dell’uomo. Cosa sia il resto, poi, non ne abbiamo idea alla fin fine. Cosa dice una poesia, o un racconto che ignori l’ipotesi stessa e ultima della bellezza, della verità e della giustizia? Qualcuno ce lo spieghi. Chi scrive affermando il nulla non può in definitiva che raccontarci del solito “abisso orrido, immenso,/ ov’ei precipitando il tutto oblia”. Che faccia pure, ognuno è libero di farsi del male come vuole. Ma non di farlo a noi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come avrete capito, la presenza sempre affascinante e vitalizzante di Leopardi si fa sentire su questo numero. Contrariamente ad una certa vulgata triste, tragica e nichilista (il “pessimismo leopardiano” è uno dei luoghi comuni più antipatici della scuola italiana) la lettera e il commento che pubblichiamo vi darà suggerimenti nuovi. Con la parte centrale di questo numero segnalo infine il desiderio di stare di fronte ad alcuni recenti lavori di pensiero, critica letteraria e poesia che, nel bene e nel male, hanno stimolato la nostra riflessione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Gianfranco Lauretano</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In certe facoltà umanistiche, sulle terze pagine e nei discorsi di chi pensa di pensare va di moda squalificare la ricerca della verità o della bellezza, della giustizia o del significato della vita. Con la stessa presunzione di Sapegno che bollava di “adolescenziali” le domande di Leopardi (Dio mio, in che mani è stata ed è la ricerca letteraria!) i nuovi soloni del nichilismo, tanto più vecchi quanto più di giovane età, ci ripetono che porsi le domande che per noi sono costitutive del DNA umano (ma per altri evidentemente no) è qualcosa di superato, di banale, di tedioso. Anzi, dicono, di “reazionario” – è questa la parola di moda adesso.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Bene, se così è, rivendichiamo il diritto democratico di essere reazionari, convinti però dell’esatto contrario: è veramente progressista solo chi si pone, con la sua scrittura, con l’opera del fare e dell’ascoltare, con onestà e continuità, le eterne questioni dell’uomo. Cosa sia il resto, poi, non ne abbiamo idea alla fin fine. Cosa dice una poesia, o un racconto che ignori l’ipotesi stessa e ultima della bellezza, della verità e della giustizia? Qualcuno ce lo spieghi. Chi scrive affermando il nulla non può in definitiva che raccontarci del solito “abisso orrido, immenso,/ ov’ei precipitando il tutto oblia”. Che faccia pure, ognuno è libero di farsi del male come vuole. Ma non di farlo a noi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Come avrete capito, la presenza sempre affascinante e vitalizzante di Leopardi si fa sentire su questo numero. Contrariamente ad una certa vulgata triste, tragica e nichilista (il “pessimismo leopardiano” è uno dei luoghi comuni più antipatici della scuola italiana) la lettera e il commento che pubblichiamo vi darà suggerimenti nuovi. Con la parte centrale di questo numero segnalo infine il desiderio di stare di fronte ad alcuni recenti lavori di pensiero, critica letteraria e poesia che, nel bene e nel male, hanno stimolato la nostra riflessione.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Gianfranco Lauretano</div>
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		<title>clanDestino II,2009 Dove vive la poesia</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 11:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rimaniamo anche in questo numero sull’obiettivo di rileggere il Novecento, con testi che introducano un autore non filologicamente, ma evidenziando il contributo e le domande di umanesimo e conoscenza che ci portano, con letture che tutto siano fuorché strutturaliste. Sembra facile e passato di moda. Ma, come diremo nel prossimo numero, passato di moda è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Rimaniamo anche in questo numero sull’obiettivo di rileggere il Novecento, con testi che introducano un autore non filologicamente, ma evidenziando il contributo e le domande di umanesimo e conoscenza che ci portano, con letture che tutto siano fuorché strutturaliste. Sembra facile e passato di moda. Ma, come diremo nel prossimo numero, passato di moda è ciò che si insegna nella maggior parte delle facoltà di Lettere. Ciò che davvero ci interessa è stare in tutte quelle realtà dove la letteratura vive.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Infatti, contro il pessimismo di tanti che si lamentano, la poesia vive in molti luoghi, è letta e ascoltata. Si tratta semplicemente di lavorare insieme alle persone che percorrono una umanissima ricerca della verità e della bellezza. Un’abbonata incontrata personalmente giorni fa, un’insegnante, mi ha rivelato di aver aperto per la prima volta la poesia di Bertolucci dopo aver letto l’intervista a Lagazzi sul poeta parmense del numero scorso. Miglior complimento non poteva farci: se redarre una rivista serve a far conoscere il meglio della letteratura contemporanea, la fatica vale la pena.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Abbiate la curiosità di avventurarvi nei veri e propri incontri di questo numero: Luzi, Montale, Sereni, Pasolini (e Baldassari), Zanzotto e persino Roversi (dico “persino” perché Roversi, più di vent’anni fa, quando il gruppo di neo-laureati bolognesi che eravamo decise di iniziare questa rivista, ci disse: “Non leggerò mai clanDestino” aderendo al provincialismo ideologico che alligna in città. Ma noi vagliamo e tratteniamo il valore ovunque sia, da qui l’accoglienza a Roversi), poi chiudete la rivista e continuate l’avventura direttamente sull’opera degli scrittori, come ha fatto la lettrice di cui sopra. E portateli con voi, magari dove lavorate, soprattutto (ma non solo) se insegnate.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Gianfranco Lauretano</div>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-295" title="cop-cladestino-2-per-web" src="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/cop-cladestino-2-per-web1.jpg" alt="cop-cladestino-2-per-web" width="150" height="200" /></p>
<p><span style="color: #000000;">Rimaniamo anche in questo numero sull’obiettivo di rileggere il Novecento, con testi che introducano un autore non filologicamente, ma evidenziando il contributo e le domande di umanesimo e conoscenza che ci portano, con letture che tutto siano fuorché strutturaliste. Sembra facile e passato di moda. Ma, come diremo nel prossimo numero, passato di moda è ciò che si insegna nella maggior parte delle facoltà di Lettere. Ciò che davvero ci interessa è stare in tutte quelle realtà dove la letteratura vive.Infatti, contro il pessimismo di tanti che si lamentano, la poesia vive in molti luoghi, è letta e ascoltata. Si tratta semplicemente di lavorare insieme alle persone che percorrono una umanissima ricerca della verità e della bellezza. Un’abbonata incontrata personalmente giorni fa, un’insegnante, mi ha rivelato di aver aperto per la prima volta la poesia di Bertolucci dopo aver letto l’intervista a Lagazzi sul poeta parmense del numero scorso. Miglior complimento non poteva farci: se redarre una rivista serve a far conoscere il meglio della letteratura contemporanea, la fatica vale la pena.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Abbiate la curiosità di avventurarvi nei veri e propri incontri di questo numero: Luzi, Montale, Sereni, Pasolini (e Baldassari), Zanzotto e persino Roversi (dico “persino” perché Roversi, più di vent’anni fa, quando il gruppo di neo-laureati bolognesi che eravamo decise di iniziare questa rivista, ci disse: “Non leggerò mai clanDestino” aderendo al provincialismo ideologico che alligna in città. Ma noi vagliamo e tratteniamo il valore ovunque sia, da qui l’accoglienza a Roversi), poi chiudete la rivista e continuate l’avventura direttamente sull’opera degli scrittori, come ha fatto la lettrice di cui sopra. E portateli con voi, magari dove lavorate, soprattutto (ma non solo) se insegnate.</span></p>
<p style="text-align: right;"><em><span style="color: #000000;">Gianfranco Lauretano</span></em></p>
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		<title>clanDestino I, 2009 Rileggere il Novecento</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 07:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attualità di un&#8217;opera poetica, ci diceva Mario Luzi, è verificabile dal fatto che essa è ancora &#8220;in atto&#8221;, che la sua azione è ancora in svolgimento nel presente. Uno dei punti in cui è verificabile quest&#8217;affermazione sicuramente comlessa è l&#8217;opera dei poeti giovani: in quale misura e di quali autori riverbera l&#8217;opera di un maestro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft" title="copertina" src="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/copertina_clan.jpg" alt="" width="150" height="200" />L&#8217;attualità di un&#8217;opera poetica, ci diceva Mario Luzi, è verificabile dal fatto che essa è ancora &#8220;in atto&#8221;, che la sua azione è ancora in svolgimento nel presente. Uno dei punti in cui è verificabile quest&#8217;affermazione sicuramente comlessa è l&#8217;opera dei poeti giovani: in quale misura e di quali autori riverbera l&#8217;opera di un maestro nella loro poesia? Ma, più semplicemente, ci si può chiedere quali poeti del passato i lettori continuino a cercare e a leggere, trovandovi non tanto, o non solo, la storia della letteratura (come può avvenire a scuola) ma una conoscenza antropologica e personale. A questo, speriamo, serve infatti quella antica e per ora ininterrotta meditazione sull&#8217;uomo che propone la parola della poesia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Anche per evidenziare ciò che è &#8220;in atto&#8221; degli autori del passato, forse, torna frequentemente l&#8217;esprimersi della necessità di una rilettura della poesia del Novecento. Accade di continuo: nei nostri raduni redazionali, nelle conversazioni con amici poeti e scrittori, negli incontri cone insegnanti sensibili all&#8217;educazione alla poesia e con quegli studenti che continuano a rimanere affascinati dalla sua parola.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Rileggere il novecento, dunque. Non per la trita pretesa di trovarne il canone che, l&#8217;abbiamo capito, non ha molto senso. Ma proprio per sorprendere nel nostro percorso e per comunicare agli altri &#8211; scrittori o lettori &#8211; le poesie e i poeti che ancora agiscono nel nostro presente, direi soprattutto a livello di conoscenza antropologica. E&#8217; una via che non abbiamo mai del tutto abbandonato, in realtà con &#8220;clanDestino&#8221;. All&#8217;inizio di questo nuovo anno, perciò, la riprendiamo con più vigore a comiciare dall&#8217;ampia intervista a Paolo Lagazzi su un poeta che sicuramente è ancora &#8220;in atto&#8221;, come Attilio Bertolucci.</span></p>
<p style="text-align: center; padding-left: 540px;"><span style="color: #000000;">Gianfranco Lauretano</span></p>
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		<title>clanDestino IV, 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo numero di clanDestino ha come nucleo tematico uno spunto che viene ripreso più volte nell&#8217;articolato intervento di Davide Rondoni su cinema e poesia, dove si dice tra l&#8217;altro in un passaggio esemplare: &#8220;Perché la visione sia una dimensione della vita &#8211; eccezionale e però anche normale, così che sia, insomma, apertura di cieli ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-232" title="cop-clan-4-2008" src="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/2009/03/cop-clan-4-2008-150x150.jpg" alt="cop-clan-4-2008" width="150" height="150" /><span style="color: #000000;"><em>Questo numero di </em>clanDestino <em>ha come nucleo tematico uno spunto che viene ripreso più volte nell&#8217;articolato intervento di Davide Rondoni su cinema e poesia, dove si dice tra l&#8217;altro in un passaggio esemplare: &#8220;Perché la visione sia una dimensione della vita &#8211; eccezionale e però anche normale, così che sia, insomma, apertura di cieli ma anche fango sotto le unghie, terra sotto i piedi &#8211; occorre che si intenda la vita e il mondo come una &#8220;scena&#8221;. Come un posto dove sta succedendo qualcosa. Dove un dramma è  in corso. Pare scontato, ma non lo è. I più abitano il mondo senza nessuna percezione di tale scena, o solo a tratti e confusamente. Qui non capita niente da guardare bene. Una scena che è al tempo stesso abitata e offerta al punto di vista dell&#8217;uomo&#8221;.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Mi sembra molto opportuno ricordare che il rapporto visionario con il mondo &#8211; in cui l&#8217;immaginazione, essenziale strumento d&#8217;artista, gioca un ruolo importante come procedimento per la restituzione di una scena in atto &#8211; non sia scontato. Anzi, un vero e proprio sistema di distinzione estetica potrebbe guidarci a differenziare tra chi possiede una visione e chi no, magari portandoci drammaticamente a scoprire che il novero di coloro che non ne affermano l&#8217;esigenza è  in crescita. Intorno a questo spunto perciò abbiamo imbastito una serie di letture di poeti, soprattutto della tradizione anglosassone (ma anche slava e nostra con un accento particolare per Pavese e il suo centenario dalla nascita) in cui questo senso della visione  è attivo, fino alla creazione di una ipotesi che prima non esisteva e che è  diventata quella di un popolo, come in Whitman.</em></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;">Gianfranco Lauretano</span><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Premio di poesia 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 16:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-library]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche questanno la rivista clanDestino bandisce il Premio di Poesia con lo scopo di segnalare opere di pregio e promuovere nuovi autori sostenendone la pubblicazione in volume - bando di concorso - A chi rivolto il premio Art. 1 &#8211; Possono partecipare al premio solo gli abbonati alla rivista clanDestino o coloro che sottoscrivono un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Anche questanno la rivista<br />
</span></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">clanDestino</span></h2>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">bandisce il</span></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>Premio di Poesia</strong></span></h3>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">con lo scopo di segnalare opere di pregio e promuovere nuovi autori<br />
sostenendone la pubblicazione in volume</span></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">- bando di concorso -</span></h3>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>A chi  rivolto il premio</strong><br />
Art. 1 &#8211; Possono partecipare al premio solo gli abbonati alla rivista clanDestino o coloro che sottoscrivono un abbonamento in contemporanea alla partecipazione al Premio</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Come si fa ad abbonarsi alla rivista</strong><br />
Art. 2 &#8211; E&#8217; possibile effettuare un abbonamento annuale a 4 numeri della rivista tramite il versamento di 25,00 euro con la causale Abbonamento alla rivista clanDestino 2009 sul conto corrente postale numero 15315476 intestato a Raffaelli Editore  Rimini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Quante sezioni ha il premio</strong><br />
Art. 3 &#8211; Il premio prevede 2 sezioni:<br />
SEZIONE A: opera prima (vi possono partecipare autori che non hanno mai pubblicato opere in volume).<br />
SEZIONE B: opera inedita (possono partecipare autori che hanno già pubblicato opere in volume).<br />
possibile partecipare solo a una delle due sezioni previste.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>In cosa consiste il premio</strong><br />
Art. 4 &#8211; Per entrambe le sezioni il premio consiste nella pubblicazione della raccolta vincitrice in volume della collana <em>clanDestino poesia</em> che uscirà entro il mese di agosto 2009 e che verrà presentato in anteprima durante la cerimonia di premiazione.<br />
L&#8217;autore riceverà in omaggio n. 20 copie e potrà acquistarne altre con uno sconto del 30% sul prezzo di copertina. Il libro verrà allegato al numero autunnale della rivista clanDestino e inviato gratuitamente a tutti gli abbonati. La Casa Editrice Raffaelli si preoccuperà di promuovere il libro diffondendolo presso critici letterari, biblioteche e riviste specializzate, in Italia e all&#8217;estero. Inserirà inoltre il volume nel suo catalogo dei libri in vendita e sarà libera di commercializzarlo nei modi che riterrà più opportuni, riconoscendo all&#8217;autore, con rendiconto annuale, una percentuale del 10% sul ricavato del venduto a titolo di pagamento dei diritti d&#8217;autore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Come si fa a partecipare</strong><br />
Art. 5 &#8211; Per partecipare al Premio occorre inviare:<br />
Una raccolta di min. 30  max 40 testi  oppure un&#8217;pera che non superi i 1000 versi nel suo complesso  mai pubblicati in volume (sono accolti i testi già apparsi in rivista o sul web). Il suddetto materiale, così come la busta che lo contiene, deve essere firmato con uno pseudonimo.<br />
Un foglio a parte in busta chiusa indirizzata all&#8217;editore Walter Raffaelli (per posta elettronica deve essere un file separato), contenente:<br />
- lo pseudonimo e il nome dell&#8217;autore a cui corrisponde (con i suoi dati anagrafici, i suoi recapiti, una breve nota biografica)<br />
- la seguente dichiarazione firmata: Dichiaro che l&#8217;opera presentata a codesto Concorso è  di mia personale creazione e disponibilità, inedita e mai premiata ai primi tre posti in altri concorsi. Dichiaro di essere abbonato alla rivista clanDestino (o di aver sottoscritto l&#8217;abbonamento in contemporanea alla partecipazione al Premio) e dichiaro il consenso al trattamento dei miei dati personali in riferimento all&#8217;art. 10 del bando di concorso al Premio clanDestino 2009.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>A chi inviare</strong><br />
Art. 6 E&#8217; possibile partecipare inviando il materiale via e-mail all&#8217;indirizzo: <span style="text-decoration: underline;">info@rivistaclandestino.com</span>, indicando nell&#8217;oggetto: Premio di poesia clanDestino 2009  Sezione  (indicare la sezione alla quale si intende partecipare) c/o <strong>Raffaelli Editore  Vicolo Gioia, 10 &#8211;  47900 Rimini</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Quando scade il premio</strong><br />
Art.7  Il premio scade il 31 maggio 2009. Farà fede il timbro postale e la data dell&#8217;e-mail.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>La giuria</strong><br />
Art. 8  La giuria è composta da 6 membri della redazione della rivista clanDestino: Marco Antonellini, Gianfranco Lauretano, Marco Marangoni, Massimo Morasso, Benedetta Neri, Davide Rondoni, Francesca Serragnoli. Il giudizio della giuria  insindacabile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Luogo e data della premiazione</strong><br />
Art. 9  Il luogo e la data della premiazione (previsti a Rimini entro la fine del mese di agosto 2009) verranno comunicati con largo anticipo a tutti i partecipanti.<br />
Ai vincitori sarà data tempestiva comunicazione a mezzo posta, telefono o indirizzo e-mail.<br />
E&#8217; d&#8217;obbligo la presenza dell&#8217;autore alla Cerimonia di Premiazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Tutela dei dati personali</strong><br />
Art. 10  In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali, si dichiara, ai sensi dellart. 7-11-13-25 che il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all&#8217;art. 7,  finalizzato unicamente alla gestione del Premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Info:</strong><br />
Coordinatori del Premio di Poesia 2009 sono Walter Raffaelli e Pietro Federico.<br />
Per ogni eventuale comunicazione o chiarimento relativo alle modalità di partecipazione al Concorso:<br />
www.rivistaclandestino.com<br />
info@rivistaclandestino.com<br />
</span></p>
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		<title>La letteratura  in pericolo?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 11:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-library]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito oggi il nuovo numero della rivista. Abbiamo voluto dedicarlo in gran parte al libro di Tzvetan Todorov intitolato La letteratura in pericolo (Garzanti). Citiamo qui di seguito l&#8217;editoriale: &#8220;Formalismo, nichilismo e solipsismo, questi sono i tre rischi, già totalmente attivi, che Tzvetan Todorov individua come i fattori di pericolo per la letteratura oggi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-181" title="tzvetan-todorov" src="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/2008/12/tzvetan-todorov-150x150.jpg" alt="tzvetan-todorov" width="150" height="150" /><span style="color: #000000;">E&#8217; uscito oggi il nuovo numero della rivista. Abbiamo voluto dedicarlo in gran parte al libro di Tzvetan Todorov intitolato <em>La letteratura in pericolo </em>(Garzanti). Citiamo qui di seguito l&#8217;editoriale:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #000000;">&#8220;Formalismo, nichilismo e solipsismo, questi sono i tre rischi, già totalmente attivi, che Tzvetan Todorov individua come i fattori di pericolo per la letteratura oggi. Formalismo; l&#8217;opera letteraria viene ormai rappresentata come un oggetto linguistico chiuso, autosufficiente, assoluto, per cui l&#8217;unico discorso che si può fare su di essa è  la decostruzione della forma e l&#8217;individuazione della struttura esteriore. Nichilismo: gli uomini sono stupidi e cattivi, le distruzioni e le violenze svelano la verità della condizione umana e la vita  è l&#8217;avvento di un disastro. Perciò non è  più possibile pretendere che la letteratura non descriva il mondo: piuttosto che una negazione della rappresentazione, essa diventa una rappresentazione della negazione. Solipsismo: è un atteggiamento compiaciuto e narcisistico, che induce l&#8217;autore a descrivere minuziosamente le sue più piccole emozioni, le sue più insignificanti esperienze sessuali, le sue più futili reminiscenze (&#8230;) Nichilismo e solipsismo letterari sono senza dubbio interdipendenti. Entrambi si basano sull&#8217;idea che una rottura radicale separa l&#8217;io e il mondo, in altre parole che non esiste un mondo in comune. Non posso sostenere che la vita e l&#8217;universo sono assolutamente insopportabili se non me ne sono preliminarmente escluso.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #000000;">Sono vent&#8217;anni che facciamo questa rivista, proprio perchè non è  definitiva in noi e nei poeti che amiamo questa rottura tra io e mondo, denunciata da Todorov nel suo volume &#8220;La letteratura in pericolo&#8221; (Garzanti 2008), di fronte al quale vogliamo stare con l&#8217;attuale numero di clanDestino.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> Gianfranco Lauretano<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
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		<title>Vent&#8217;anni di clanDestino</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 07:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[clanDestino]]></category>

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		<description><![CDATA[Editoriale clanDestino più che un&#8217;azione letteraria un fatto antropologico. Non suoni altisonante o fuori luogo. E&#8217; così. Per questo la rivista è durata oltre ogni previsione. Anche perchè questa non è, a differenza d&#8217;altre, una rivista neutra, gentile. Abbiamo radicato il nostro gesto letterario provinciale e tenace in una consapevolezza, non in una corrente. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/2008/09/clan-oro22.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-67" title="clan-oro22" src="http://www.rivistaclandestino.com/wp-content/uploads/2008/09/clan-oro22.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a><span style="color: #000000;"><strong>Editoriale</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">clanDestino più che un&#8217;azione letteraria  un fatto antropologico. Non suoni altisonante o fuori luogo.  E&#8217; così. Per questo la rivista è durata oltre ogni previsione. Anche perchè questa non è, a differenza d&#8217;altre, una rivista neutra, gentile. Abbiamo radicato il nostro gesto letterario provinciale e tenace in una consapevolezza, non in una corrente. Gli uomini da sempre fanno cinque o sei cose: fanno l&#8217;amore, la guerra, si rivolgono a Dio, provano a darsi leggi. E fanno poesia, componendo le parole in modo diverso dall&#8217;abitudine per poter relazionarsi con il segreto della vita, per metterlo a fuoco. Accadrà sempre. clanDestino è  una scheggia di questo movimento. Abbiamo difeso la poesia da ogni possibile e ricorrente riduzione a giochetto colto o a passatempo sentimentale. La poesia  è l&#8217;antiretorica. Fare retorica sulla poesia è  insopportabile. O meglio la poesia include forme di retorica del profondo, dell&#8217;abissale e del frammentario. E così serve anche a rivitalizzare la lingua.<br />
E&#8217; stato e sarà un lavoro appassionante, duro, senza premio se non quello della condivisione, che in arte è  la cosa più rara e per più nutriente. Col tempo lo spirito con cui si fa clanDestino si è ringiovanito. Moriremo felici come bambini.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Davide Rondoni</em></span></p>
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