clanDestino I, 2011 – “Una fertile permanenza dell’amore”
L’istituzione della poesia come “ente” è un portato romantico che continua tutt’oggi, persino rinvigorito. Ma, come credo commenterebbe uno dei maggiori poeti italiani contemporanei, Massimo Morasso, si tratta di una lettura tralignata del Romanticismo – almeno di quello iniziale, che fu opera di un gruppo ristrettissimo di scrittori, aventi in Novalis l’emergenza poetica esemplare. Un’altra ottima poetessa, Francesca Serragnoli, aggiungerebbe che la Poesia con la P maiuscola è solo un nome proprio collettivo, il modo di designare con un’aura di rispetto l’insieme delle poesie riuscite dei poeti insigni. La poesia come entità non esiste, altrimenti sarebbe una divinità. Di tutte le critiche che si possono fare a “clanDestino” e a chi lo scrive (alcune pubblicate anche su questo numero) non c’è sicuramente quella della mescolanza tra letteratura e religione. Il percorso della poesia dal Romanticismo in qua ha certamente portato a scoperte assai importanti, legate ad esempio ad una straordinaria fioritura stilistica e ad uno svincolamento portentoso delle potenzialità della parola poetica, come conseguenza della libertà raggiunta dai vincoli metrici della tradizione. Ma ha condotto anche all’istituzione della poesia come ente autonomo (e sempre più autoreferenziale): ne fa fede la critica che Mengaldo, nella sua antologia della poesia del Novecento, fa a Betocchi, laddove ne denuncia la debolezza nel basare la consistenza, anche estetica, della sua opera su campi esterni al poetico. La crescente centralizzazione della parola accomuna simbolismo ed ermetismo, persino le varie ondate dello sperimentalismo con le posizioni dei poeti nati negli anni ’50 e attivi dagli ’80. La nuova arcadia del ’900 è la Parola; ma l’arcadia, si sa, col tempo è stucchevole ed illeggibile. L’unico arcade che ancora leggiamo è Juan de la Cruz, che nei commenti alle proprie poesie rimandava lo scioglimento della loro metafora ad un campo esterno, appunto, al poetico. (continua nella prima pagina)
Biblioteca di clanDestino - allegato al n° 1, 2011
a cura di Maria Luisa Vezzali – traduzione di Rossella Pedone
Libro vincitore, per la lingua francese, della prima edizione del concorso di traduzione DROMOS.
