clanDestino IV, 2010 – “L’onere della leggerezza”

Forse, morto Calvino, è morta anche la narrativa italiana, anzi, l’ha uccisa lui, e non solo per aver scritto Il castello dei destini incrociati, dove si tenta goffamente di mettere in atto la morte del romanzo, quanto perché, come dice Massimo Morasso in questo numero, egli va in Sudamerica (e in Francia) a cercare la sua ispirazione; direi, la sua tradizione. Uscendo dal paradosso, anche per non sopravvalutare il già troppo valutato Calvino, rimane il fatto che la narrativa, dopo gli anni Ottanta, appare, se non defunta, gravemente tramortita. Tra i fattori della mancanza di opere valide sta il degrado di gusto e l’avidità di chi sceglie (e impacchetta) i romanzi per la grande editoria, unita a quella dei docenti delle facoltà di lettere, spesso boriosi grassatori di stipendi statali. Crisi più grave se si pensa che la narrativa italiana aveva una robusta tradizione di autori sintonizzati con la migliore narrativa europea ed americana, le cui opere erano tradotte e apprezzate anche all’estero. Cos’è successo allora, in Italia? Si deve pur ammettere, infatti, che la narrativa non è affatto in crisi in America, in Europa orientale e occidentale, persino nei paesi arabi o in Estremo Oriente, dove fioriscono tuttora autori che sanno raccontare il presente ai loro lettori, più curiosi dei nostri. Ciò che i dirigenti, i “calvinisti” editoriali ed accademici hanno dunque provocato è una rottura con una tradizione che c’era, dimenticando la peculiare identità di valori, di storia, di fede, di idealità politiche e sociali, di costruzione che modellavano il nostro ben distinto e ammirato carattere (“Italia, maestra di umanità” dice ancora qualcuno nel mondo) e, persino, lo sviluppo drammatico, ma affascinante, della lingua nazionale: oggi i giovani scrittori leggono ed imitano solo gli autori stranieri, col risultato di scrivere in un italiano al grado zero, quasi il prodotto di un maldestro traduttore dall’inglese.

Gianfranco Lauretano

Biblioteca di clanDestino – allegato al n° 4, 2010

Poesia Presente. In Italia dal 1975 al 2010, di Francesco Napoli

Francesco Napoli (1959), è critico letterario, consulente editoriale e giornalista. Ha pubblicato numerosi saggi sulla poesia italiana contemporanea in riviste specializzate quali “Prospettive Settanta”, “Otto e Novecento”, “ClanDestino”, “Atelier” e “Poesia”.


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